Escalation in Medio Oriente, IndustriAll Europe: “Serve subito una risposta industriale ed energetica europea”

L’escalation militare tra Stati Uniti, Israele e Iran apre un nuovo scenario di instabilità globale che rischia di colpire direttamente l’Europa sul piano energetico, industriale e strategico. È quanto emerge dal documento di IndustriAll Europe, il sindacato europeo dell’industria a cui aderisce la Uilm, che lancia un allarme chiaro: senza una risposta politica immediata, il continente rischia di pagare un prezzo altissimo in termini economici e occupazionali.

UNA CRISI CHE COLPISCE L’EUROPA
Gli attacchi congiunti avviati il 28 febbraio 2026 hanno già prodotto effetti concreti sui mercati globali. In particolare, la destabilizzazione dello Stretto di Hormuz – da cui passa circa il 20% delle forniture mondiali di petrolio e gas naturale liquefatto – evidenzia quanto i conflitti geopolitici possano tradursi rapidamente in shock economici per l’Europa.
Per IndustriAll Europe, si tratta di una dimostrazione evidente della fragilità del modello attuale, fortemente dipendente dalle importazioni energetiche.

DIPENDENZA ENERGETICA E COSTI SOCIALI
L’Europa importa circa il 60% del proprio fabbisogno energetico, con una dipendenza quasi totale da petrolio e gas esteri. In questo contesto, ogni crisi internazionale si traduce in aumento dei prezzi e in un impatto diretto su famiglie e imprese.
Il documento sottolinea anche un altro aspetto critico: i cosiddetti extraprofitti. Quando i prezzi dell’energia salgono a causa delle tensioni geopolitiche, alcune aziende ottengono guadagni straordinari che, secondo il sindacato europeo, dovrebbero essere redistribuiti e reinvestiti nella transizione energetica.

SERVE UNA POLITICA INDUSTRIALE EUROPEA
Secondo IndustriAll Europe, la risposta non può essere emergenziale ma strutturale. È necessario accelerare gli investimenti in energia pulita, infrastrutture e reti, oltre a rafforzare le filiere industriali interne.
Un punto centrale riguarda anche il mercato elettrico: oggi i prezzi sono ancora legati al costo del gas, anche quando le rinnovabili sono più economiche. Separare questi meccanismi permetterebbe di ridurre i costi e sostenere una transizione più equa.

AUTONOMIA STRATEGICA E INDUSTRIA
La crisi mette inoltre in evidenza un rischio più ampio: la dipendenza europea da fornitori esterni per tecnologie e materie prime strategiche, come semiconduttori, batterie e idrogeno.
Per il sindacato europeo, è indispensabile costruire una vera autonomia strategica, attraverso una politica industriale ambiziosa che garantisca competitività, sicurezza e occupazione.

LA POSIZIONE DELLA UILM
“Quello che sta accadendo dimostra ancora una volta quanto sia pericolosa la dipendenza energetica e industriale dell’Europa dall’esterno”, dichiara Rocco Palombella, Segretario generale Uilm. “Serve una svolta immediata: investimenti pubblici, politica industriale e una strategia europea che metta al centro lavoro, industria e autonomia strategica. Non possiamo continuare a subire gli effetti delle crisi globali senza strumenti adeguati a governarle”.
La Uilm, in linea con IndustriAll Europe, ribadisce la necessità di rafforzare il ruolo dell’Europa come attore industriale e politico, capace di garantire stabilità, sviluppo sostenibile e tutela dei lavoratori anche in uno scenario internazionale sempre più complesso.

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