Due settimane di congressi Uilm: territori al centro tra crisi industriali e sfide della transizione

Nelle ultime due settimane la Uilm ha attraversato l’Italia con una intensa stagione congressuale territoriale, che ha visto la partecipazione del Segretario generale Rocco Palombella in numerosi appuntamenti. Un percorso che ha messo al centro le criticità industriali, la difesa dell’occupazione e la necessità di una nuova politica industriale, in vista del Congresso nazionale in programma il 10, 11 e 12 giugno a Bari dal titolo “Intelligenza Umana, governare il cambiamento difendere l’occupazione”.

TOSCANA: NUOVE STRUTTURE E TRASFORMAZIONI INDUSTRIALI
Il ciclo dei congressi si è aperto il 17 marzo a Firenze con il primo Congresso della Uilm Pisa–Firenze–Arezzo, che ha visto l’elezione di Samuele Nacci alla guida della nuova struttura territoriale. Un territorio strategico per la manifattura, ma attraversato da forti difficoltà, con un aumento significativo della cassa integrazione soprattutto nel comparto metalmeccanico.
Il giorno successivo, a Carrara, il Congresso della Uilm Lucca–Massa Carrara ha confermato Giacomo SaisiSegretario generale. Qui emerge un quadro più articolato: segnali positivi in alcuni settori, come la nautica e l’energia, si accompagnano a criticità legate a ristrutturazioni industriali e incertezze sui piani futuri di importanti gruppi.
Il 19 marzo, a Piombino, si è svolto il primo Congresso della Uilm Toscana Sud-Est, con l’elezione di Lorenzo Fusco. Un territorio segnato da vertenze complesse, dalla siderurgia alla raffinazione, con un forte ricorso agli ammortizzatori sociali e la necessità di garantire investimenti per la ripartenza industriale.
In tutti e tre gli appuntamenti Palombella ha ribadito la centralità della Toscana nel sistema industriale nazionale, sottolineando la necessità di sostenere le filiere produttive e accompagnare le trasformazioni con politiche industriali efficaci.

ABRUZZO: AUTOMOTIVE E CRISI INDUSTRIALI
Il percorso congressuale è proseguito in Abruzzo, dove il 24 marzo a Chieti–Pescara è stato confermato Nicola Manzi. Il territorio, fortemente legato all’automotive, vive una fase di transizione complessa, tra calo produttivo e riorganizzazioni, ma con segnali positivi in alcune realtà industriali.
Il 25 marzo a L’Aquila–Teramo è stato riconfermato Michele Paliani. Qui il quadro è segnato da crisi aziendali rilevanti, come quelle di Marelli e Aura Materials, ma anche da alcune opportunità di rilancio industriale. Palombella ha evidenziato la necessità di politiche mirate per sostenere le aree interne e attrarre nuovi investimenti.

MARCHE: TRA DIFFICOLTÀ E TENUTA DEL SISTEMA PRODUTTIVO
Il 26 marzo ad Ascoli Piceno il Congresso ha confermato Raffaele Bartomioli. Il territorio marchigiano mostra una tenuta complessiva del sistema produttivo, grazie anche alla presenza di importanti realtà industriali e a una rete diffusa di PMI, ma resta inserito in un contesto di crisi industriale complessa, con un aumento significativo della cassa integrazione.
Anche qui il Segretario generale Uilm ha sottolineato l’urgenza di interventi strutturali per sostenere le imprese e rafforzare le filiere produttive, evitando il rischio di indebolimento del tessuto industriale.

MOLISE: INCERTEZZE E FUTURO DELL’AUTOMOTIVE
Il ciclo di congressi si è concluso il 27 marzo a Termoli con la conferma di Francesco Guida alla guida della Uilm Molise. Un territorio fortemente dipendente dall’automotive e dallo stabilimento Stellantis, oggi al centro di profonde incertezze legate alla transizione industriale e alla mancanza di una strategia chiara.
Il forte aumento della cassa integrazione e le incognite sugli investimenti rendono urgente un piano di rilancio che garantisca occupazione e prospettive industriali. Palombella ha ribadito la necessità di scelte concrete e immediate per evitare ulteriori arretramenti produttivi.

VERSO IL CONGRESSO NAZIONALE: UNA SFIDA COMUNE
Dai congressi territoriali emerge un quadro chiaro: l’industria metalmeccanica italiana è attraversata da profonde trasformazioni, tra crisi produttive, transizione tecnologica e nuove sfide globali. In tutti i territori visitati, Palombella ha ribadito la stessa linea: difendere l’occupazione, sostenere le filiere industriali e pretendere politiche industriali adeguate.
Il Congresso nazionale di Bari rappresenterà il momento di sintesi di questo percorso. Il titolo scelto, “Intelligenza Umana, governare il cambiamento difendere l’occupazione”, non è solo uno slogan, ma una vera e propria linea politica: mettere al centro il lavoro e guidare le trasformazioni senza lasciare indietro lavoratrici e lavoratori.
In queste settimane la Uilm ha dimostrato una presenza capillare e concreta nei territori. Ora la sfida sarà trasformare le analisi e le proposte emerse nei congressi in azione politica e sindacale, in un contesto in cui il futuro dell’industria italiana è tutt’altro che scontato.

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