Si è svolto il 25 marzo, presso il Ministero delle Imprese e del Made in Italy, l’incontro di monitoraggio sulla situazione di Berco per i siti produttivi di Copparo e Castelfranco Veneto. Un confronto che ha fatto emergere con chiarezza tutte le criticità ancora aperte, a partire dal ritardo nella riorganizzazione aziendale e dalle forti preoccupazioni dei lavoratori sul futuro occupazionale.
PREOCCUPAZIONE PER RIORGANIZZAZIONE E PROSPETTIVE
Fim, Fiom e Uilm hanno espresso una valutazione netta sulla situazione: la riorganizzazione del gruppo procede con ritardi significativi e senza certezze sulle prospettive di lungo periodo. A pesare non sono solo i tempi, ma anche le condizioni di lavoro, sempre più difficili, e l’assenza di un quadro industriale chiaro.
Il sindacato ha ribadito come la situazione non possa più essere gestita con interventi parziali o rinvii, ma richieda un’assunzione di responsabilità da parte di tutti i soggetti coinvolti.
CASTELFRANCO E LE RICADUTE SU COPPARO
Uno dei punti più critici resta la chiusura dello stabilimento di Castelfranco Veneto, le cui conseguenze si stanno riflettendo pesantemente sul sito di Copparo. Nonostante l’uscita di 433 lavoratori e una forza lavoro attuale di 935 dipendenti, le difficoltà produttive e organizzative restano evidenti.
Una situazione che, secondo le organizzazioni sindacali, dimostra come il processo di riorganizzazione non sia stato accompagnato da una strategia industriale adeguata.
SERVE IL COINVOLGIMENTO DELLA CAPOGRUPPO
Per questo Fim, Fiom e Uilm hanno chiesto che al prossimo incontro sia presente anche un rappresentante della casa madre ThyssenKrupp, ritenendo indispensabile un confronto diretto con chi assume le decisioni strategiche sul futuro del gruppo.
La richiesta è chiara: non è più sufficiente un confronto limitato al management della controllata, ma serve un coinvolgimento pieno della capogruppo.
NUOVE PRODUZIONI E PARTNERSHIP: I RITARDI
Altro nodo centrale riguarda l’impegno, assunto ormai un anno fa, per integrare le produzioni Berco con nuove attività industriali o partnership. Su questo punto il sindacato ha chiesto al Mimit aggiornamenti concreti.
Il Ministero ha confermato che sono in corso interlocuzioni con soggetti interessati, anche nel settore della difesa, ma al momento non emergono ancora soluzioni operative definite. Un ritardo che alimenta ulteriormente l’incertezza.
LE AMMISSIONI DELL’AZIENDA
L’azienda, nel corso dell’incontro, non ha smentito le criticità evidenziate dalle organizzazioni sindacali. Ha riconosciuto i ritardi nella riorganizzazione, in particolare nello sviluppo delle produzioni aftermarket, anche a causa della perdita di importanti professionalità.
Allo stesso tempo ha confermato investimenti per 12 milioni di euro e un incremento del 15% degli ordini provenienti dal Nord America. Segnali positivi, ma ancora insufficienti a delineare una strategia industriale solida e duratura.
IL PROGETTO DELLA HOLDING
Berco ha inoltre annunciato la volontà della capogruppo ThyssenKrupp di costituire entro il 2028 una holding nella quale far confluire i diversi segmenti, incluso quello automotive. Un progetto che apre nuovi scenari, ma che al momento resta ancora privo di ricadute concrete sui siti italiani.
UN PERCORSO ANCORA TUTTO DA COSTRUIRE
L’incontro è stato aggiornato al 7 luglio, quando si farà il punto complessivo sugli stabilimenti, sul piano industriale e sulle possibili partnership. In quella sede sarà fondamentale la presenza di ThyssenKrupp, per dare finalmente risposte di sistema e non solo di gestione
Nel frattempo resta una certezza: senza un’accelerazione sulla riorganizzazione e senza nuove prospettive industriali, il rischio è quello di un progressivo indebolimento dei siti produttivi e delle competenze.
Per questo il sindacato continuerà a mantenere alta l’attenzione, chiedendo scelte chiare e tempi certi per garantire futuro e occupazione ai lavoratori Berco.
