Verso il congresso. Nei territori industria solida ma attraversata da grandi transizioni

Nelle ultime due settimane i congressi territoriali della Uilm hanno attraversato gran parte del Paese, dal Nord industriale fino al Mezzogiorno, offrendo uno spaccato significativo dello stato di salute della metalmeccanica italiana. Un quadro complesso, in cui convivono segnali di solidità produttiva, criticità legate alle trasformazioni industriali e la necessità di politiche capaci di accompagnare le transizioni in corso.
A chiudere i lavori di molti congressi è stato il Segretario generale Rocco Palombella, che ha ribadito in tutti i territori l’esigenza di rafforzare le politiche industriali, sostenere gli investimenti e garantire occupazione stabile e di qualità per i lavoratori metalmeccanici.

NORD INDUSTRIALE TRA COMPETITIVITÀ E RALLENTAMENTO
Il viaggio congressuale è partito dalla Lombardia, una delle aree più forti del sistema industriale nazionale. A Brescia il Congresso ha confermato Ettore Tiziano Burlini alla guida della Uilm territoriale, in un contesto che conta tra i 95mila e i 100mila addetti metalmeccanici e oltre 8mila imprese nella filiera. Nonostante la solidità del sistema produttivo, emergono segnali di rallentamento, con un aumento della cassa integrazione soprattutto nella siderurgia e difficoltà legate ai costi energetici e alla concorrenza internazionale.
Sempre nel cuore industriale lombardo, il Congresso della Uilm Alta Lombardia ha riconfermato Fabio Dell’Angelo Segretario generale. Il territorio resta uno dei principali motori produttivi del Paese, con oltre 114mila occupati nell’industria e un export metalmeccanico che rappresenta il 56% delle esportazioni provinciali. Tuttavia non mancano situazioni delicate, come la vertenza Beko a Cassinetta con centinaia di esuberi, mentre realtà come Leonardo continuano a rappresentare un pilastro tecnologico e occupazionale.
A Bergamo e Cremona il Congresso ha riconfermato Emilio Lollio alla guida della Uilm territoriale. Qui oltre 70mila metalmeccanici stanno affrontando una fase segnata da rallentamenti produttivi e da un aumento significativo degli ammortizzatori sociali. Accanto alle difficoltà di alcune aziende, rimangono però realtà industriali solide e competitive che continuano a investire e a sostenere il tessuto produttivo locale.

ROMA TRA TRASFORMAZIONI INDUSTRIALI E NUOVE FILIERE
Nel Congresso della Uilm di Roma è stato riconfermato Fabrizio Fiorito alla guida dell’organizzazione territoriale. Il quadro industriale della Capitale non presenta crisi strutturali diffuse, ma è attraversato da trasformazioni importanti.
Tra i temi centrali emergono le prospettive del gruppo Stellantis, che coinvolgono centinaia di lavoratori nel territorio romano, e le tensioni nel settore ICT, dove alcune aziende hanno avviato procedure di riduzione del personale. Allo stesso tempo, difesa e spazio rappresentano i principali driver di sviluppo industriale della città, grazie alla presenza di grandi player e alla prospettiva di un nuovo distretto tecnologico regionale.

IL MEZZOGIORNO TRA RIPRESA E NODI STRUTTURALI
Nel Sud Italia i congressi hanno evidenziato segnali di ripresa produttiva accompagnati da criticità ancora aperte.
A Palermo il Congresso ha riconfermato Giovanni Gerbino alla guida della Uilm territoriale. Nel 2025 il ricorso alla cassa integrazione si è ridotto in modo significativo e alcune realtà industriali mostrano segnali positivi. Tra queste il cantiere navale di Fincantieri, tornato alla costruzione di intere imbarcazioni e protagonista anche di nuove assunzioni, e il sito Leonardo che negli ultimi anni ha rafforzato il proprio organico. Restano però situazioni delicate, come quella dell’ex stabilimento Fiat di Termini Imerese, dove una parte dei lavoratori è ancora coinvolta in percorsi di cassa integrazione e formazione.
A Catania il Congresso ha confermato Giuseppe Caramanna Segretario generale della Uilm. Anche qui si registra una riduzione complessiva della cassa integrazione rispetto all’anno precedente, ma persistono nodi industriali importanti. Tra questi la situazione delle Acciaierie di Sicilia, fortemente condizionata dai costi energetici, e le incertezze sul piano industriale di STMicroelectronics, legate agli investimenti annunciati e alle prospettive occupazionali del sito.

PUGLIA TRA TRANSIZIONE ENERGETICA E SVILUPPO INDUSTRIALE
I congressi pugliesi hanno messo in evidenza le grandi trasformazioni che stanno interessando il sistema industriale regionale.
A Brindisi il Congresso ha eletto Maurizio Flore Segretario generale della Uilm territoriale. Il territorio è chiamato ad affrontare la transizione energetica legata alla dismissione della centrale a carbone di Cerano, con l’esigenza di avviare un concreto percorso di reindustrializzazione capace di tutelare occupazione e competenze. Accanto a queste sfide, il comparto aerospaziale rappresenta oggi uno dei punti di maggiore stabilità grazie alla presenza di aziende ad alta qualificazione.

Nel complesso, i congressi territoriali della Uilm restituiscono l’immagine di un’industria italiana che continua a rappresentare una colonna portante dell’economia nazionale, ma che si trova ad affrontare cambiamenti profondi: dalla transizione energetica alle trasformazioni tecnologiche, fino alle nuove dinamiche delle filiere globali.
Per il sindacato la sfida dei prossimi anni sarà accompagnare queste trasformazioni rafforzando la contrattazione, difendendo l’occupazione e garantendo che innovazione e competitività vadano di pari passo con diritti e qualità del lavoro.

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