Si è svolto l’11 marzo l’Osservatorio Strategico di Leonardo, presieduto dall’amministratore delegato Roberto Cingolani, con la partecipazione della direzione aziendale e delle Segreterie nazionali di Fim, Fiom e Uilm. L’incontro è stato l’occasione per un aggiornamento sul piano industriale del gruppo, che conferma il rafforzamento delle principali divisioni e introduce una visione strategica orientata alle sfide della sicurezza globale e delle nuove tecnologie.
Per il sindacato metalmeccanico della Uil il piano contiene elementi positivi in termini di investimenti, innovazione e prospettive occupazionali, ma resta forte la preoccupazione per il futuro della Business Unit Aerostrutture, rispetto alla quale viene ribadita la richiesta di mantenere attività, competenze e governance all’interno del perimetro Leonardo.
UN CAMBIO DI PARADIGMA NELLA DIFESA
Il piano strategico presentato dall’azienda segna un passaggio importante nel modello di sviluppo del gruppo. Leonardo intende evolvere dalla tradizionale concezione della difesa, basata sui confini fisici e sui sistemi cinetici, verso una visione di sicurezza globale integrata e multi dominio.
In questo scenario la difesa dei cieli continuerà a rappresentare un pilastro operativo, ma l’identità futura dell’azienda sarà sempre più legata alla capacità di governare sistemi complessi e tecnologie avanzate in contesti sia di pace sia di crisi. Un ruolo crescente sarà affidato alle tecnologie digitali e cibernetiche, con particolare attenzione alla protezione delle reti strategiche, delle infrastrutture energetiche e dei dati dello Stato e dei cittadini.
CYBER SECURITY E INNOVAZIONE AL CENTRO
Il piano prevede il rafforzamento degli investimenti in tutte le divisioni, con un’accelerazione significativa sul fronte della cyber security e sullo sviluppo del supercalcolatore del gruppo. In questa strategia la Divisione Elettronica e la cyber security vengono indicate come il cuore tecnologico dell’azienda e come elementi chiave per la costruzione delle future capacità industriali.
L’aggiornamento del piano industriale ha anche importanti ricadute sul piano occupazionale. Nei prossimi cinque anni il gruppo prevede una crescita di circa 28 mila occupati nel mondo, di cui 11 mila in Italia. Gli obiettivi industriali puntano inoltre a portare gli ordini a quota 145 miliardi e i ricavi fino a 126 miliardi.
Tra le operazioni in corso rientra anche il closing previsto il 18 marzo per Iveco Defence, mentre sul comparto dei veicoli militari di trasporto resta aperta una valutazione sulla possibile acquisizione da parte di Rheinmetall, che dispone di un diritto di prelazione fino a giugno.
Parallelamente Leonardo sta accelerando anche sul settore dei sistemi unmanned, con l’obiettivo di ridurre drasticamente i tempi di sviluppo e certificazione e avviare la produzione nei siti già individuati.
AEROSTRUTTURE, UN NODO ANCORA APERTO
Il tema più delicato resta però quello della Business Unit Aerostrutture. Secondo quanto riferito dall’azienda, il percorso di valutazione sulla possibile joint venture non subirà accelerazioni e potrebbe concludersi entro il mese di giugno. Leonardo ha inoltre ribadito che non è sua intenzione uscire dal settore e che la governance della eventuale joint venture sarebbe paritetica.
Fim, Fiom e Uilm hanno espresso una valutazione complessivamente positiva sulle linee guida del piano industriale, ma hanno ribadito con fermezza la loro contrarietà a ipotesi che possano indebolire la presenza di Aerostrutture all’interno del gruppo.
Per il sindacato è indispensabile garantire la permanenza nel perimetro Leonardo delle attività di ingegneria e manifattura su tutti i siti produttivi, in particolare quelli radicati nel Mezzogiorno, oltre a una governance diretta da parte dell’azienda.
Il settore dell’aeronautica civile, sottolineano le organizzazioni sindacali, ha bisogno di politiche industriali che negli ultimi decenni sono state sostanzialmente assenti. Per questo Fim, Fiom e Uilm si sono dichiarate disponibili ad avviare un confronto con il Governo, se questo potrà contribuire a rafforzare il futuro del comparto.
Proprio per monitorare l’evoluzione del processo, le organizzazioni sindacali hanno convocato per il 18 marzo il coordinamento unitario delle RSU e delle strutture territoriali della Business Unit Aerostrutture, al fine di valutare eventuali iniziative.
PALOMBELLA: AEROSTRUTTURE DEVE RESTARE IN LEONARDO
Per il Segretario generale della Uilm, Rocco Palombella, il piano industriale contiene elementi importanti per lo sviluppo tecnologico e industriale del gruppo, ma non può prescindere dalla tutela delle competenze e dei siti produttivi esistenti.
“Accogliamo positivamente gli investimenti annunciati e la strategia di rafforzamento tecnologico di Leonardo – ha dichiarato – ma Aerostrutture deve restare pienamente nel perimetro del gruppo. Non accetteremo soluzioni che mettano a rischio attività, occupazione e competenze costruite in anni di lavoro nei siti italiani, in particolare nel Mezzogiorno”.
Secondo Palombella, il futuro del settore aeronautico civile deve essere affrontato con una vera politica industriale nazionale ed europea. “Serve una strategia chiara che rafforzi la presenza industriale e tecnologica del Paese. I lavoratori di Leonardo rappresentano un patrimonio di competenze che va difeso e valorizzato”.
