Ex Ilva, sicurezza e futuro industriale: la Uilm chiede chiarezza al Governo

La vertenza dell’ex Ilva è tornata al centro del confronto istituzionale e sindacale in un clima segnato dal dolore e dalla tensione. Le morti di due lavoratori in pochi mesi hanno riportato con drammaticità al primo posto il tema della sicurezza negli impianti, mentre restano ancora aperti i nodi del piano industriale, dell’occupazione e del futuro assetto societario. Per la Uilm non è più rinviabile un’assunzione di responsabilità chiara da parte del Governo: la continuità produttiva non può prescindere dalla tutela della vita umana, dalla trasparenza sulle prospettive industriali e da risposte concrete per migliaia di lavoratori diretti, dell’indotto e di Ilva in amministrazione straordinaria.

IL DRAMMA DELLE MORTI SUL LAVORO
A rendere ancora più pesante il quadro è la sequenza di incidenti mortali che ha colpito lo stabilimento di Taranto. Dopo la morte di Claudio Salamida il 12 gennaio, il 2 marzo ha perso la vita anche Loris Costantino. Due tragedie che, secondo Fim, Fiom e Uilm, non possono essere archiviate come fatalità, ma chiamano in causa con forza lo stato degli impianti, le manutenzioni mancate e la capacità complessiva di prevenire il rischio nei luoghi di lavoro.
Le organizzazioni sindacali hanno denunciato da tempo le condizioni di pericolosità degli impianti e dei luoghi di lavoro, sottolineando come sia inaccettabile continuare a pagare con la vita le conseguenze di una gestione che non garantisce sicurezza né prevenzione.
Per questo Fim, Fiom e Uilm hanno proclamato 24 ore di sciopero a partire da quella stessa giornata, coinvolgendo lavoratori diretti e in appalto. Una decisione forte, maturata nella convinzione che la difesa della vita e della salute debba venire prima di ogni altra considerazione.

IL TAVOLO DI PALAZZO CHIGI
Nel successivo incontro a Palazzo Chigi del 5 marzo, la Uilm ha riportato al centro del confronto la necessità di un cambio di passo immediato. Il Segretario generale Rocco Palombella e il Segretario generale della Uilm di Taranto Davide Sperti hanno descritto un clima drammatico, segnato non solo dal dolore per la perdita di due giovani padri di famiglia, ma anche dal forte allarme che attraversa lavoratori, sindacato e cittadinanza.
La linea indicata dalla Uilm è netta: se lo stabilimento deve restare in marcia, può farlo solo a condizione che sia garantita la totale sicurezza di chi lavora sugli impianti. Non basta affermare in via generale che le attività devono svolgersi in sicurezza; occorre dimostrare concretamente che esistano condizioni, procedure, risorse e controlli adeguati a renderlo possibile.
Da qui la richiesta rivolta al Governo di assumersi fino in fondo le proprie responsabilità. Il ministro del Lavoro ha inviato ispettori per verificare lo stato di tutti gli impianti. Un passaggio considerato necessario per accertare le reali condizioni di sicurezza e per affrontare in modo strutturale le criticità emerse.

MANUTENZIONI, CONTROLLI E ORGANIZZAZIONE DEL LAVORO
Uno dei punti centrali sollevati dalla Uilm riguarda la necessità di un’azione straordinaria sulla sicurezza. Nel merito, la Uilm chiede verifiche precise sull’organizzazione delle manutenzioni, sul coordinamento tra chi opera sugli impianti e chi ne ha la responsabilità, sulle procedure adottate e sulle risorse effettivamente disponibili. È proprio su questo terreno che si misura la distanza tra le dichiarazioni di principio e le condizioni reali di lavoro.
Dal confronto con il Governo è inoltre emerso l’avvio immediato di un tavolo specifico sulla sicurezza tra azienda, organizzazioni sindacali e Ministero del Lavoro. L’obiettivo è affrontare nel dettaglio tutte le criticità e rafforzare in modo concreto le misure di prevenzione nei diversi siti produttivi.
Per la Uilm è anche necessario far rispettare la normativa che avrebbe dovuto escludere dalla rotazione della cassa integrazione straordinaria i lavoratori impegnati nelle attività di manutenzione, un altro nodo che incide direttamente sia sulla sicurezza sia sull’efficienza degli interventi sugli impianti.

IL NODO DELLA VENDITA E DEL PIANO INDUSTRIALE
Accanto all’emergenza sicurezza resta aperta tutta la questione industriale. La Uilm ha chiesto al Governo di fare finalmente chiarezza sul processo di vendita dell’azienda, che si trascina da tempo senza una definizione conclusiva. Per il sindacato, lavoratori e famiglie hanno il diritto di sapere quale sarà il loro futuro e non possono restare sospesi in una condizione di incertezza permanente.
Il superamento della fase commissariale resta un passaggio decisivo. È assolutamente necessario arrivare a un assetto proprietario nel quale lo Stato mantenga la maggioranza e la gestione.
La richiesta di chiarezza riguarda non solo la proprietà, ma anche il piano industriale: quali impianti resteranno in funzione, quali interventi di manutenzione e ammodernamento saranno realizzati, quali volumi produttivi si intendono perseguire e con quali garanzie ambientali, occupazionali e sociali.

BASTA BALLETTI SULLA GARA
Negli ultimi giorni la Uilm è tornata a chiedere con forza chiarezza al Governo anche sul processo di vendita dell’ex Ilva. “La gestione dell’ex Ilva è ormai una pericolosa navigazione a vista che mette a rischio il futuro di migliaia di lavoratori e intere comunità”, ha dichiarato Rocco Palombella, criticando il continuo susseguirsi di ipotesi e annunci senza una soluzione definitiva.Secondo il Segretario generale della Uilm non è accettabile il “balletto dei nomi” che si sta registrando attorno alla gara per la cessione del gruppo. In particolare Palombella ha espresso perplessità sulla possibile riapertura dello scenario legato all’offerta di Jindal, già bocciata dai commissari solo un anno fa. “Non siamo disposti a inseguire cambi di scenario settimanali sulla pelle dei lavoratori e non accetteremo piani industriali che prevedano la chiusura, anche parziale, di stabilimenti”.

OCCUPAZIONE, INDOTTO E GIUSTIZIA SOCIALE
La vertenza ex Ilva non riguarda soltanto gli addetti diretti di Acciaierie d’Italia, ma coinvolge migliaia di lavoratori dell’indotto e di Ilva in amministrazione straordinaria. La Uilm ha rimarcato che non si può continuare a lasciare senza prospettive un intero sistema produttivo e sociale che da anni paga il prezzo più alto della crisi.
Per questo il sindacato chiede di individuare rapidamente tutte le soluzioni possibili, sia sul piano industriale sia attraverso strumenti straordinari e misure di giustizia sociale adeguate. Il riferimento è alla necessità di risarcire, tutelare e accompagnare il destino di chi ha sopportato per anni il peso dell’incertezza, delle fermate produttive, delle tensioni occupazionali e delle ricadute sul tessuto economico del territorio.

UNA SVOLTA NON PIÙ RINVIABILE
Dalla posizione espressa in questi giorni emerge con chiarezza la linea della Uilm: sull’ex Ilva non è più tollerabile una gestione sospesa, fatta di rinvii, incertezze e soluzioni parziali. La sicurezza deve diventare la priorità assoluta, con controlli rigorosi e interventi immediati sugli impianti. Allo stesso tempo il Governo deve dire con precisione quale futuro immagina per il gruppo, per i lavoratori e per Taranto.
Il prossimo incontro convocato a Palazzo Chigi dovrà quindi rappresentare un passaggio di verità. Non solo per affrontare l’emergenza aperta dagli ultimi incidenti mortali, ma per restituire finalmente una prospettiva industriale, occupazionale e sociale a una delle vertenze più drammatiche e simboliche del Paese.

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