di Segreteria Uilm Ferrara
Il 2026 rappresenta per Berco una fase di passaggio importante dopo anni complessi segnati da crisi produttiva, riorganizzazioni e riduzione dell’occupazione. Nei primi mesi dell’anno si è infatti conclusa la procedura delle uscite incentivate, prorogata nel settembre 2025 con scadenza a marzo 2026, in concomitanza con la fine dei contratti di solidarietà siglati nell’aprile dello scorso anno.
Nel frattempo si è avviato anche il confronto sull’organizzazione del lavoro previsto dal nuovo Contratto collettivo integrativo aziendale, sottoscritto a luglio 2025. Tra i temi centrali della discussione vi è la sperimentazione di una nuova turnazione (6x4x5), a parità di salario rispetto alle attuali 40 ore settimanali.
SPERIMENTAZIONE DEL NUOVO MODELLO DI ORARIO
La nuova organizzazione prevede un orario giornaliero ridotto a 6 ore, articolato su un massimo di quattro turni per cinque giorni lavorativi, dal lunedì al venerdì. In questo modo si realizzerebbero 30 ore effettivamente lavorate ma retribuite come 40, con la maturazione del 100% di tutti gli istituti economici contrattuali.
La sperimentazione riguarderà inizialmente reparti caratterizzati da attività manuali più gravose. L’obiettivo è ridurre lo sforzo fisico dei lavoratori migliorando al tempo stesso l’efficienza produttiva e garantendo una migliore qualità della vita grazie a un maggiore tempo libero. Si tratta di una scelta che anticipa, in parte, il dibattito nazionale sulla riduzione dell’orario di lavoro a parità di salario sintetizzato nello slogan sindacale “più salario, meno orario”.
IL RUOLO DI BERCO NEL GRUPPO THYSSENKRUPP
Nel mese di gennaio lo stabilimento ha inoltre ricevuto la visita di Kerstin Ney, responsabile globale delle risorse umane per il segmento Automotive di ThyssenKrupp. Nel corso dell’incontro con la RSU è stata ribadita l’importanza strategica che Berco riveste all’interno del gruppo tedesco e la sua centralità nella business unit di riferimento.
Un segnale di attenzione che arriva dopo un periodo particolarmente difficile per l’azienda, segnato da una lunga fase di contrazione della produzione, dal ricorso agli ammortizzatori sociali e da una profonda ristrutturazione che ha comportato una forte riduzione del personale nello stabilimento di Copparo e la chiusura, prevista per la fine di marzo, del sito di Castelfranco Veneto.
ORDINI IN AUMENTO E FINE ANTICIPATA DELLA SOLIDARIETÀ
Nel mese di febbraio è arrivato tuttavia un segnale incoraggiante. Un inatteso incremento degli ordini provenienti dal mercato nordamericano ha infatti consentito l’interruzione anticipata dei contratti di solidarietà al 28 febbraio, permettendo a tutti i dipendenti di tornare al lavoro a pieno regime.
Si tratta di un segnale positivo che interrompe una lunga fase negativa per l’azienda e per le lavoratrici e i lavoratori. Allo stesso tempo, resta la consapevolezza che questa ripresa non può da sola risolvere tutte le criticità che Berco ha affrontato negli ultimi anni.
Per la Uilm di Ferrara questa inversione di tendenza rappresenta comunque un primo passo importante, che si auspica possa segnare l’inizio di una fase più stabile e serena per le maestranze e per il futuro industriale dell’azienda.
