Le organizzazioni sindacali Fim, Fiom e Uilm hanno nuovamente acceso i riflettori sulla vertenza della Sider Alloys, stabilimento ex Alcoa di Portovesme (Sulcis-Iglesiente), denunciando “l’insostenibile muro di gomma” in cui si trova la trattativa e il perdurante silenzio da parte delle istituzioni nazionali e locali nonostante le ripetute richieste di incontro e le denunce sulle criticità gestionale e sociali che continuano ad aggravarsi.
Secondo i sindacati, l’alternanza di continui rinvii e i pretesti addotti – “ora i container, ora il canale” – stanno rendendo sempre più difficile offrire una prospettiva concreta a centinaia di famiglie che attendono da anni risposte chiare su una vertenza lunghissima, tra promesse non mantenute e reali prospettive di rilancio.
LE PROMESSE SULLE TUTELE SOCIALI NON MANTENUTE
Un punto centrale della protesta riguarda gli ammortizzatori sociali tuttora in uso, definiti dalle organizzazioni sindacali “vetusti e inusuali”, che riconoscono ai lavoratori meno di 500 euro al mese, una misura giudicata inadeguata oltre che insufficiente per sostenere il reddito delle famiglie del territorio.
I sindacati sottolineano che «tutti i governi che si sono succeduti avevano promesso una revisione di questi strumenti», ma tali impegni non si sono tradotti in fatti concreti. Anzi, l’attuale ammortizzatore è addirittura in discussione senza che siano state avanzate proposte alternative efficaci.
LA RICHIESTA DI UN TAVOLO GOVERNO-MINISTERI
In assenza di segnali concreti, Fim, Fiom e Uilm avvertono che i lavoratori e le lavoratrici saranno costretti “a mettere in campo tutte le azioni di lotta necessarie” perché la situazione rappresenta “l’ennesimo affronto alla dignità”.
La richiesta delle sigle sindacali è chiara: il Governo deve convocare urgentemente un tavolo congiunto tra il Ministero delle Imprese e del Made in Italy e il Ministero del Lavoro per affrontare in modo risolutivo la vertenza Sider Alloys, superando l’attuale impasse e aprendo un confronto reale sulle prospettive industriali e sociali dell’area.
CONTESTO AMPIO DI CRISI E SOLLECITAZIONI SINDACALI
La vertenza Sider Alloys si inserisce in un contesto più ampio di difficoltà per il polo metallurgico del Sulcis-Iglesiente, dove negli ultimi mesi si sono registrati sit-in, assemblee e marce di lavoratori in mobilità in deroga e metalmeccanici per chiedere risposte sulle prospettive produttive e occupazionali dello stabilimento ex Alcoa, oggi di proprietà dell’azienda italo-svizzera Sider Alloys.
Queste manifestazioni riflettono la crescente preoccupazione dei lavoratori legata alla mancata riapertura degli impianti, alla scadenza della cassa integrazione in deroga e alle incertezze sul futuro produttivo di un sito – quello di Portovesme – che rappresenta un patrimonio strategico per l’industria dell’alluminio in Italia.
PROSPETTIVA ISTITUZIONALE E POLITICHE INDUSTRIALI
Parallelamente, la Regione Sardegna ha avviato tavoli di confronto istituzionale per affrontare le vertenze del Sulcis-Iglesiente, inclusa quella di Sider Alloys, rilanciando l’idea di una cabina di regia più ampia sulle politiche industriali e coinvolgendo diversi attori territoriali e nazionali per costruire una strategia condivisa di rilancio produttivo.
