“Innamorati di Torino”, oltre mille metalmeccanici in piazza per il futuro dell’automotive

di Luigi Paone

Oltre mille lavoratori metalmeccanici hanno preso parte alla manifestazione “Innamorati di Torino”, che si è svolta nel capoluogo piemontese il 14 febbraio scorso, giorno di San Valentino, con l’obiettivo di tutelare l’economia e l’occupazione del territorio.

Si è trattato di una mobilitazione trasversale che ha unito il fronte sindacale di Fim, Fiom, Uilm, Fismic, Uglm e Aqcf e che rappresenta un passaggio fondamentale del percorso unitario intrapreso nel 2024 per salvaguardare l’industria automotive, a partire da Stellantis.

UNA MOBILITAZIONE UNITARIA PER L’INDUSTRIA
Al corteo hanno preso parte lavoratori e rappresentanti istituzionali, esponenti del mondo politico e dell’associazionismo torinese. Un fronte ampio che ha trovato una sintesi comune, pur nelle differenze di approccio che permangono, nella volontà di ridare centralità a un settore che nel territorio torinese impiega oltre 50 mila addetti e rappresenta la punta di diamante del comparto automotive italiano.

La manifestazione, sotto una pioggia battente, ha attraversato il centro di Torino nella mattinata del 14 febbraio con una formula nuova: nessun comizio conclusivo, ma una serie di interventi sindacali dal furgone che apriva il corteo, appena davanti allo striscione “Innamorati di Torino”.

LE RICHIESTE ALLA POLITICA E ALL’AZIENDA
“Siamo qua oggi a manifestare perché noi siamo innamorati di questa città – ha dichiarato il segretario generale Uilm Torino, Luigi Paone – ma non di un amore nostalgico. È un amore che dice: Torino merita di più, perché non possiamo accettare il declino”.

“Alla politica – ha sottolineato Paone – chiediamo di cambiare le regole, di togliere le multe previste per i produttori di auto e di investire sull’industria dell’auto, perché solo in questo modo possiamo rilanciare Torino, l’Italia e l’Europa”.

L’iniziativa rappresenta un ulteriore passaggio dell’azione unitaria avviata negli ultimi anni per costruire una rivendicazione efficace e corale che ha già prodotto un primo risultato: l’assegnazione allo stabilimento Stellantis di Mirafiori della produzione della nuova 500 ibrida, che si affianca alla 500 elettrica già presente.

MIRAFIORI, NUOVE ASSUNZIONI E RICAMBIO GENERAZIONALE
A fine ottobre 2025 l’azienda ha annunciato l’assunzione di 400 nuovi lavoratori alle Carrozzerie di Mirafiori. Saranno loro a rafforzare la forza lavoro dello stabilimento, avviando anche un ricambio generazionale che le organizzazioni sindacali, a partire dalla Uilm, richiedono da tempo, a fronte di un’età media che nel comprensorio delle Carrozzerie supera i 50 anni.

Le fasi di selezione sono in corso ed è di questi giorni la notizia dell’inserimento dei primi 80 giovani che saranno impiegati nella produzione della 500 ibrida. Un segnale importante per la città, il cui legame con la grande fabbrica negli ultimi anni si è progressivamente ridimensionato per diversi fattori: il ricorso alla cassa integrazione, che a fasi alterne coinvolge Mirafiori da 19 anni; la ridotta offerta di nuove posizioni lavorative, che ha reso Fiat prima e Stellantis poi uno sbocco sempre meno naturale per i giovani diplomati e laureati torinesi; l’incertezza legata alle politiche europee che, con il Green Deal e l’elettrificazione accelerata, hanno inciso profondamente sull’industria dell’auto a livello continentale.

“Alla politica nazionale e locale – ha ribadito Paone – chiediamo di intervenire sul costo dell’energia, che non ci rende competitivi rispetto agli altri Paesi. A Stellantis chiediamo di assumersi la propria responsabilità, di assegnare un nuovo modello a Mirafiori, accessibile ai consumatori, e di pensare all’indotto, la cui sopravvivenza dipende ancora dal produttore nazionale. Torino non è solo un simbolo – ha concluso – ma un patrimonio di competenze, professionalità e saperi che rappresentano un valore strategico per l’intero Paese”.

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