Si è aperta nelle ultime due settimane la fase congressuale della Uilm che si concluderà a giugno con il Congresso nazionale. Un percorso che ha già visto diverse tappe – il Segretario generale Rocco Palombella è stato a Cassino, Pesaro, Macerata, La Spezia, Latina, Pordenone, Milano e Ancona – e che sta restituendo un quadro articolato ma chiaro dello stato di salute dell’industria metalmeccanica italiana.
I congressi territoriali rappresentano, come sempre, un momento di bilancio, confronto e rilancio dell’azione sindacale. In questa prima fase emerge con forza un dato: il sistema industriale italiano vive una condizione a macchia di leopardo, tra territori in espansione e aree in forte sofferenza, con il tema dell’energia, delle politiche industriali e degli investimenti pubblici al centro del dibattito ovunque.
Cassino, Pesaro e Macerata: automotive e manifattura tra transizione e incertezze
Nelle realtà di Cassino, Pesaro e Macerata il confronto si è concentrato in particolare sulle prospettive dell’automotive e della manifattura tradizionale, strette tra transizione ecologica, rallentamento dei mercati e necessità di innovazione tecnologica.
È emersa la richiesta di una strategia nazionale chiara, capace di accompagnare la riconversione industriale senza scaricare i costi sui lavoratori. La difesa dell’occupazione, il rafforzamento della contrattazione e la qualità del lavoro restano le priorità indicate dai delegati.
La Spezia: crescita e leadership nella Difesa e nella cantieristica
Segno diverso a La Spezia, dove il Congresso ha fotografato un territorio in espansione, trainato dalla Difesa e dalla cantieristica. La crescita del Polo della Subacquea, lo sviluppo dell’underwater e l’indotto legato alle grandi imprese del settore rappresentano un modello di integrazione tra pubblico e privato.
Qui il tema non è solo difendere l’esistente, ma governare la crescita, investendo in infrastrutture strategiche e rafforzando il “Miglio Blu” come visione industriale integrata.
Latina: l’allarme sui costi energetici e la cassa integrazione
A Latina, invece, il Congresso ha evidenziato le difficoltà di un territorio colpito dall’aumento dei costi energetici e dall’incremento significativo della cassa integrazione, in particolare nel metalmeccanico.
Le aziende energivore restano esposte alla volatilità dei prezzi e questo si traduce in instabilità produttiva e occupazionale. Da qui la richiesta di interventi strutturali sull’energia e di una politica industriale capace di sostenere le realtà più fragili.
Pordenone, Milano e Ancona: innovazione, competitività e rappresentanza
Nei congressi di Pordenone, Milano e Ancona il confronto ha messo al centro la competitività delle imprese, l’innovazione tecnologica, la digitalizzazione e il rafforzamento della rappresentanza sindacale in contesti produttivi complessi e diversificati.
A Milano, cuore industriale e finanziario del Paese, il tema della qualità del lavoro si intreccia con quello della contrattazione avanzata e della tutela nei grandi gruppi multinazionali. A Pordenone e Ancona, territori a forte vocazione manifatturiera, la sfida è coniugare tradizione industriale e trasformazione tecnologica, salvaguardando occupazione e competenze.
Un filo rosso verso il Congresso nazionale
Dalle prime otto tappe emerge un filo conduttore chiaro: senza una politica industriale nazionale forte, senza interventi strutturali sul costo dell’energia e senza investimenti pubblici mirati, il sistema metalmeccanico rischia di accentuare le diseguaglianze territoriali.
La fase congressuale non è solo un passaggio statutario, ma un momento di partecipazione democratica e di elaborazione collettiva. I territori stanno offrendo indicazioni precise: rafforzare la contrattazione, difendere l’occupazione, governare le transizioni e consolidare la presenza della Uilm nei luoghi di lavoro.
Il percorso proseguirà nelle prossime settimane fino all’appuntamento di giugno, quando il Congresso nazionale sarà chiamato a sintetizzare analisi e proposte emerse dai territori, tracciando la linea politica e organizzativa per i prossimi anni.
La Uilm riparte dalle fabbriche, dai delegati e dalle assemblee territoriali. È da qui che si costruisce la forza di un’organizzazione capace di rappresentare, negoziare e incidere nel futuro industriale del Paese.
