Orafi, firmata l’ipotesi di rinnovo del CCNL: aumenti salariali e nuove tutele fino al 2028

È stata raggiunta nel tardo pomeriggio del 10 febbraio 2026, presso la sede di Confindustria Moda a Milano, l’intesa per il rinnovo del Contratto collettivo nazionale dell’Industria orafa e argentiera, scaduto il 31 dicembre 2024. Un rinnovo che si inserisce nel solco tracciato dagli ultimi contratti della categoria metalmeccanica e che porta con sé aumenti salariali, rafforzamento del welfare e nuove tutele normative.

GLI AUMENTI SALARIALI
L’intesa prevede un incremento al 5° livello pari a 200 euro complessivi da qui al 2028, con un aumento percentuale del 9%. Un incremento che si aggiunge agli aumenti già erogati a giugno 2025 attraverso la clausola IPCA, pari a circa 25 euro, e che si somma inoltre agli adeguamenti salariali riconosciuti nel 2023 e nel 2024 grazie alla clausola di salvaguardia, che ha garantito l’adeguamento dei minimi tabellari in misura proporzionale all’inflazione registrata l’anno precedente.
A partire da giugno 2028 il welfare contrattuale verrà inoltre incrementato fino a 220 euro.

NUOVE TUTELE E INTERVENTI NORMATIVI
Oltre alla parte economica, l’accordo introduce importanti novità sul piano normativo.
Vengono rafforzate le tutele per i lavoratori affetti da patologie oncologiche, vengono aggiornate le norme relative alla trasferta e alla reperibilità, viene previsto il pagamento della maggiorazione del 10% per i turni pomeridiani e vengono modificate le disposizioni in materia di lavoro straordinario e di fruizione dei permessi annui retribuiti.
Si tratta di interventi che incidono in modo concreto sulla qualità della vita lavorativa, andando oltre il solo aspetto salariale.

UN RINNOVO IN LINEA CON LA CATEGORIA
“Si tratta di un rinnovo contrattuale positivo – ha dichiarato Luca Colonna, capo delegazione della Uilm – sostanzialmente in linea con gli altri rinnovi della categoria. In particolare, l’aspetto salariale risulta importante anche perché si somma agli aumenti percepiti dalle lavoratrici e dai lavoratori orafi nel 2023 e nel 2024 grazie alla clausola di salvaguardia che ha incrementato i minimi tabellari in misura proporzionale all’inflazione”.
Il rinnovo conferma quindi il modello contrattuale costruito negli ultimi anni: un sistema capace di difendere il potere d’acquisto attraverso meccanismi automatici di adeguamento e di intervenire, allo stesso tempo, sul fronte dei diritti e delle condizioni di lavoro.

ORA LA PAROLA AI LAVORATORI
L’ipotesi di accordo passa ora al vaglio delle assemblee. Il percorso di consultazione e voto dovrà concludersi entro il prossimo 20 marzo.
Come sempre, saranno le lavoratrici e i lavoratori a esprimersi in modo democratico sull’intesa raggiunta, chiudendo un rinnovo che punta a garantire stabilità salariale, tutele aggiornate e coerenza con l’impianto contrattuale della categoria metalmeccanica.

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