Il progetto di trasformare lo storico stabilimento di Termoli in una gigafactory per la produzione di batterie per auto elettriche è stato ufficialmente cancellato. L’annuncio è arrivato il 7 febbraio 2026 con la comunicazione formale di Automotive Cells Company (ACC). La joint venture tra Stellantis, Mercedes-Benz e TotalEnergies ha confermato che non sussistono più le condizioni per realizzare gli impianti previsti in Italia e in Germania.
UN PROGETTO MAI DECOLLATO
La gigafactory di Termoli, annunciata come uno degli investimenti chiave per la filiera europea delle batterie, era di fatto ferma da mesi. Il rallentamento della domanda di veicoli elettrici, i costi elevati e le incertezze tecnologiche hanno progressivamente svuotato il progetto, fino allo stop definitivo. ACC ha deciso di concentrare le proprie attività sul sito francese di Billy-Berclau/Douvrin, dove la produzione è già avviata.
IL RISCHIO PER IL POLO INDUSTRIALE MOLISANO
La cancellazione della gigafactory rappresenta un colpo pesante per lo stabilimento di Termoli e per l’intero territorio. Da oltre cinquant’anni il sito è un punto di riferimento nella produzione di motori e cambi, accumulando competenze e professionalità che hanno fatto di Termoli un’eccellenza della meccanica italiana. La mancata riconversione verso le batterie apre ora un vuoto industriale che va colmato rapidamente.
LA POSIZIONE DELLA UILM
“Venuta meno la gigafactory, Termoli deve essere salvaguardata con l’arrivo immediato di produzioni meccaniche”, hanno dichiarato Gianluca Ficco, segretario nazionale Uilm responsabile del settore auto, e Francesco Guida, segretario generale della Uilm di Campobasso. Secondo la Uilm, Stellantis deve fornire risposte operative concrete sulle produzioni annunciate in passato, a partire dal cambio per vetture ibride EDCT e dall’ammodernamento del motore GSE in chiave Euro 7. Per questo il sindacato ha chiesto un incontro urgente alla direzione del gruppo.
OCCUPAZIONE E PROSPETTIVE INDUSTRIALI
La mancata realizzazione della gigafactory pone anche un problema occupazionale immediato per 34 lavoratori italiani già assunti da ACC, di cui 21 ex Stellantis, attualmente impiegati in Francia. La Uilm chiede che Stellantis se ne faccia carico, garantendo il rientro e la continuità lavorativa. Per il sindacato, la compensazione industriale è una condizione indispensabile per assicurare occupazione stabile e prospettive di lungo periodo.
UNA QUESTIONE NAZIONALE
La vicenda di Termoli si inserisce in un quadro più ampio di difficoltà dell’industria automotive europea e italiana, segnato da ritardi nella transizione e da una politica industriale ancora incerta. Per la Uilm, il futuro dello stabilimento molisano deve restare legato alle meccaniche, ai motori e ai cambi: settori nei quali Termoli ha dimostrato, nel tempo, di essere un patrimonio industriale irrinunciabile.
