Non è una crisi industriale come le altre. La vertenza Ex Ilva continua a rappresentare uno snodo decisivo per il futuro dell’industria siderurgica italiana, per l’occupazione e per interi territori. A due anni dall’avvio dell’amministrazione straordinaria, restano irrisolti i nodi legati al piano industriale, agli investimenti e alle garanzie occupazionali.
Al termine della conferenza stampa sulla vertenza, Rocco Palombella, Segretario generale Uilm, ha ribadito con forza la posizione del sindacato: “Non si può decidere il destino di migliaia di lavoratori e di un asset strategico per il Paese attraverso dichiarazioni a mezzo stampa. È una situazione senza precedenti che richiede serietà, trasparenza e responsabilità istituzionale”.
DUE ANNI DI INCERTEZZA
Il sindacato sottolinea come siano trascorsi due anni segnati da cassa integrazione, annunci contraddittori e continui cambi di scenario. “Sono passati due anni dall’amministrazione straordinaria – ha dichiarato Palombella – due anni di incertezza produttiva e di promesse spesso smentite dai fatti. Ma dove è il piano industriale? Quali sono gli investimenti reali? Quali le garanzie occupazionali? Senza risposte chiare non si può parlare di acquisizione”.
La Uilm contesta anche gli obiettivi produttivi indicati nelle ultime settimane. “Dire che si potranno raggiungere quattro milioni di tonnellate entro l’anno, partendo con impianti non pienamente operativi, non è realistico. Servono basi industriali solide. Non accetteremo decisioni già prese che prefigurino esuberi o ridimensionamenti senza un confronto vero con le organizzazioni sindacali. La consultazione non è una concessione, è prevista dalla legge”.
REGIA PUBBLICA E RESPONSABILITÀ POLITICA
Pur non sostenendo una statalizzazione ideologica, la Uilm ritiene necessario un cambio di paradigma nella gestione della fase attuale. “In questa fase straordinaria – ha spiegato Palombella – riteniamo indispensabile una regia piena e diretta dello Stato nella gestione, con il coinvolgimento di soggetti industriali solidi e affidabili. Affidarsi a fondi senza una chiara strategia industriale rischia di prolungare l’incertezza e di consumare ulteriori risorse pubbliche”.
La richiesta è chiara: il coinvolgimento diretto della Presidenza del Consiglio e l’apertura immediata di un tavolo a Palazzo Chigi.
PRONTI ALLA MOBILITAZIONE
“La situazione peggiora di settimana in settimana – ha aggiunto – Si susseguono dichiarazioni preoccupanti e l’unica possibilità che abbiamo oggi è ottenere una convocazione a Palazzo Chigi, alla presenza della Presidente del Consiglio. Se non arriverà questa risposta, manifesteremo sotto Palazzo Chigi e in tutti i luoghi necessari per rivendicare trasparenza e verità”.
La Uilm chiede di conoscere quale sarà l’esito finale della vicenda, se rappresenterà una prospettiva positiva per migliaia di lavoratori o l’ennesima occasione mancata per il sistema industriale italiano. “Non pensiamo di essere stati presi in giro – ha concluso – ma le azioni messe in campo finora non hanno prodotto risultati. E se non ci sono risultati, dobbiamo ottenerli con la mobilitazione”.
La vertenza Ex Ilva si conferma così uno dei dossier più delicati per il Governo: una partita che intreccia lavoro, industria, ambiente e coesione sociale e che, secondo la Uilm, non può più essere rinviata.
