L’invasione silenziosa: le auto cinesi conquistano l’Italia mentre la produzione nazionale arranca

Tempesta perfetta. È questa l’immagine nitida che emerge dalla ricerca realizzata dalla Uilm nazionale sulla base dei dati pubblicati da UNRAE – Unione Nazionale Rappresentanti Autoveicoli Esteri – relativi al mercato dell’auto negli anni 2024 e 2025.

I gruppi automobilistici cinesi, silenziosamente ma inesorabilmente, stanno conquistando il mercato italiano, mentre il nostro Paese fa i conti con immatricolazioni in calo e una produzione ai livelli del Dopoguerra. 

ELETTRICO E NON SOLO

In particolare, nel 2025, a fronte di una crescita del mercato italiano delle auto elettriche pari al 44% rispetto all’anno precedente, i brand cinesi hanno fatto registrare un aumento esponenziale del 336%, arrivando a rappresentare quasi un quinto del totale delle vendite.

L’incremento a doppia cifra dell’elettrico è dovuto in larga parte all’introduzione di nuovi incentivi statali, ma a beneficiarne maggiormente sono state proprio le case automobilistiche cinesi.

Il boom, tuttavia, non riguarda solo l’elettrico, ma l’intero mercato nazionale, incluse le alimentazioni tradizionali. Nel 2025, infatti, mentre le immatricolazioni complessive in Italia hanno registrato un lieve calo del 2,1%, le vendite dei gruppi cinesi sono raddoppiate, raggiungendo una quota del 6,5% sul totale nazionale.

PRODUZIONE COME NEL DOPOGUERRA

Mentre si resta inermi di fronte all’invasione di auto cinesi, forti anche di prezzi in grado di sbaragliare la concorrenza, la produzione nazionale tocca i minimi storici, tornando ai livelli di 70 anni fa.

Nel 2025, tra i 50 modelli più venduti in Italia, solo due sono prodotti nel nostro Paese: la Fiat Panda e l’Alfa Romeo Tonale, entrambe realizzate nello stabilimento di Pomigliano d’Arco.

Per quanto riguarda il mercato elettrico, invece, è presente un solo modello prodotto in Italia: la Fiat 500 elettrica di Mirafiori, le cui vendite sono crollate nell’ultimo anno e che oggi rappresenta una quota ormai marginale del mercato.

UN ALLARME RIMASTO INASCOLTATO

Da anni lanciamo un grido d’allarme sull’invasione delle auto cinesi, favorita da prezzi estremamente competitivi, ma non siamo stati ascoltati né dal Governo né dalla Commissione europea. Oggi ci troviamo di fronte a un bivio pericoloso ed è il momento di intervenire, prima che sia troppo tardi.

A Stellantis chiediamo con urgenza l’assegnazione di nuovi modelli, in particolare ibridi, in tutti i siti produttivi italiani, per salvaguardare l’occupazione e rilanciare una produzione ormai ridotta al lumicino. Serve inoltre un piano industriale concreto e immediato: non è più possibile attendere giugno, mese in cui l’amministratore delegato Filosa ha annunciato la presentazione del piano.

Al Governo chiediamo politiche industriali solide e credibili, investimenti significativi e la fine delle passerelle ai tavoli ministeriali che, fino a oggi, si sono rivelate inutili e inefficaci. A partire dal tavolo convocato per il prossimo 30 gennaio presso il MIMIT.

All’Unione europea chiediamo una revisione profonda del Green Deal, eliminando regole irrealistiche della transizione ecologica che rischiano di cancellare un’intera filiera industriale, e una vera difesa di un settore strategico dall’invasione delle auto cinesi.

Senza una scossa immediata, il rischio concreto è la perdita definitiva di una filiera fondamentale per l’economia e l’identità industriale del Paese e dell’Europa, con conseguenze occupazionali, sociali e industriali senza precedenti.

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