“Si apra immediatamente un confronto tra la Provincia autonoma di Bolzano e la proprietà delle Acciaierie Valbruna per individuare una soluzione condivisa sul futuro delle aree del sito altoatesino, da cui dipende in modo diretto anche la continuità produttiva dello stabilimento di Vicenza”. È l’appello lanciato dalla Uilm al termine della manifestazione che si è svolta il 12 gennaio scorso a Bolzano, con la partecipazione dei lavoratori dei siti di Bolzano e Vicenza.

FALLIMENTO DELLA GARA
Per il sindacato dei metalmeccanici della Uil, l’istituzione provinciale deve prendere atto del fallimento del bando di gara per l’assegnazione dei suoli e interrompere una fase – in scadenza il prossimo 15 gennaio – che ha già prodotto gravi danni industriali, economici e sociali. L’incertezza generata attorno alla disponibilità delle aree, infatti, sta mettendo in discussione la continuità produttiva delle acciaierie e l’intero futuro del gruppo.
PATRIMONIO OCCUPAZIONALE
Secondo la Uilm, è paradossale che la politica locale, invece di sostenere il lavoro e un’industria di qualità, assuma decisioni che vanno in direzione opposta agli interessi della collettività, favorendo ipotesi di rendita immobiliare o turistica. In gioco, ricorda il sindacato, ci sono circa cinquemila posti di lavoro: un patrimonio occupazionale e industriale che non può essere sacrificato sull’altare di scelte miopi.
RICCHEZZA E SVILUPPO
La Uilm denuncia inoltre la mortificazione della dignità, delle competenze e delle professionalità dei lavoratori che hanno contribuito a rendere grande Valbruna e i territori in cui opera. Professionalità che possono continuare a generare ricchezza e sviluppo, a beneficio delle comunità locali, solo se verranno garantite certezze sul futuro produttivo.
TEMPO SCADUTO
“Basta incertezza, basta incontri istituzionali inconcludenti, basta dichiarazioni ambigue”, è il messaggio che arriva dal presidio. Ora, sottolinea il sindacato, deve prevalere la responsabilità: serve una soluzione equilibrata che tenga conto del valore pubblico delle aree ma anche della sostenibilità economica dell’azienda, chiamata a garantire continuità produttiva attraverso investimenti, crescita industriale e occupazionale. Il tempo, avverte la Uilm, è scaduto. Servono garanzie concrete per il futuro delle famiglie dei lavoratori e per uno dei principali poli siderurgici del Paese.
