Termoli in piazza contro il rischio desertificazione industriale

Una piazza gremita e vibrante ha accolto sabato 29 novembre lo sciopero dei lavoratori metalmeccanici a Termoli, promosso dalla Uilm, con la partecipazione del Segretario generale Rocco Palombella. L’iniziativa ha rappresentato un segnale forte contro la crisi industriale che minaccia il futuro dell’area e dell’intero Molise.

IL GRIDO D’ALLARME
“Oggi siamo qui in tantissimi – ha dichiarato Palombella – per lanciare un grido d’allarme al Governo, all’Europa e a Stellantis. Il rischio di desertificazione industriale di Termoli e del Molise è concreto e non possiamo rimanere fermi di fronte a questo dramma”. La piazza e la comunità chiedono risposte immediate e definitive sul futuro dei lavoratori diretti e indiretti del settore auto. “Non possiamo più accettare rinvii – ha aggiunto – lottiamo oggi per il futuro dei giovani e per la sopravvivenza industriale di questo territorio”.

LA STORIA INDUSTRIALE DI TERMOLI
Il leader Uilm ha ricordato il ruolo centrale della produzione di motori e cambi FIAT, in particolare del celebre motore FIRE, terminata il 16 giugno scorso dopo 40 anni e 23 milioni di pezzi prodotti. “Il FIRE non è stato solo un prodotto industriale – ha sottolineato – è stato pane quotidiano, sacrificio e dignità. Ora sembra tutto da rifare, tutto da ricostruire”.

LA GIGAFABBRICA: RISPOSTE IMMEDIATE
Il Segretario generale ha denunciato l’incertezza sulle decisioni riguardanti la gigafactory di Termoli, annunciata quattro anni fa e ancora non avviata. “Servono risposte chiare: Stellantis vuole costruire la fabbrica di batterie qui o no? È inaccettabile che l’investimento sia spostato in Spagna, con 2mila operai cinesi e oltre 4 miliardi di euro di fondi europei, mentre Termoli resta senza futuro industriale”.

IL RUOLO DELL’EUROPA
Palombella ha criticato le politiche europee sull’elettrico e le sanzioni sulle emissioni di CO2: “Non possiamo puntare tutto sull’elettrico – ha dichiarato – senza infrastrutture adeguate e con costi energetici elevati, rischiamo di distruggere una filiera strategica, con 90mila posti di lavoro già persi e altri 160mila a rischio”.

LE RICHIESTE AL GOVERNO
Il Segretario generale della Uilm ha chiesto al Governo di ristabilire i fondi pubblici per il settore, abbattere i costi dell’energia e garantire nuove produzioni di motori e cambi a Termoli. “Vogliamo il ritorno al lavoro di tutti i lavoratori qui – ha concluso – e non in altre parti d’Italia o d’Europa. Oggi è solo l’inizio, non ci arrenderemo”.

UNITÀ E SOLIDARIETÀ
Alla manifestazione hanno partecipato famiglie, cittadini, associazioni e i sindaci dei comuni vicini, che hanno indossato la fascia per testimoniare la loro solidarietà ai lavoratori. La giornata è stata definita “indelebile”, un momento di unità e determinazione per salvare il futuro industriale di Termoli e del Molise.

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