La sottoscrizione del Protocollo per la gestione degli appalti tra Fincantieri e le segreterie nazionali di Fim, Fiom e Uilm rappresenta un avanzamento significativo nel sistema di regolamentazione e controllo dell’indotto. L’intesa, approvata dall’esecutivo nazionale unitario e condivisa con tutte le sedi dell’azienda, dà continuità ai precedenti accordi siglati nel 2016 e nel 2021, rafforzando le tutele occupazionali e valorizzando il lavoro nelle filiere produttive.
LIMITARE IL SUBAPPALTO E TUTELARE LE COMPETENZE
Il Protocollo prevede l’impegno di Fincantieri a non ricorrere al subappalto a cascata e a riservare agli appalti attività non core della costruzione navale. L’obiettivo è ridurne progressivamente il peso, semplificando la gestione e rafforzando la qualità del lavoro. Saranno inoltre favoriti rapporti di partenariato tra aziende dell’indotto, così da garantire continuità occupazionale e salvaguardia delle competenze professionali.
Previsti anche incontri preventivi con i rappresentanti dei lavoratori in caso di cambio appalto. La continuità dei rapporti di lavoro sarà un principio centrale e i contratti applicati dovranno appartenere all’industria ed essere sottoscritti dalle organizzazioni sindacali maggiormente rappresentative a livello nazionale.
MONITORAGGI, SICUREZZA E CONTROLLO DELLE CONDIZIONI DI LAVORO
L’accordo introduce monitoraggi costanti a livello di cantiere e nazionale, attraverso una Commissione azienda–sindacato incaricata di analizzare progetti e iniziative di miglioramento. Le verifiche riguarderanno il rispetto dell’orario di lavoro, la corretta retribuzione, la salute e la sicurezza. Sono previsti momenti di incontro dedicati ai nuovi addetti degli appalti, utili anche a verificare la formazione obbligatoria prevista dalle norme.
Tra le misure più rilevanti vi è l’introduzione di sistemi elettronici di rilevazione delle presenze e il blocco dei tornelli in caso di mancato rispetto delle 11 ore minime di riposo tra un turno e l’altro: un risultato rivendicato da tempo da Fim, Fiom e Uilm.
SINERGIE PER LEGALITÀ E TRASPARENZA
Le nuove disposizioni si affiancano ai protocolli già in essere con Guardia di Finanza, Ministero dell’Interno e Consulenti del Lavoro, utili a monitorare la regolarità contributiva, fiscale e in materia di legalità nelle circa duemila ditte coinvolte nella filiera. Un rafforzamento necessario in vista della crescita prevista delle attività Fincantieri: oltre 60 miliardi di carico di lavoro e consegne programmate fino al 2036.
INTEGRAZIONE SOCIALE E SUPPORTO AL PERSONALE DEGLI APPALTI
Un capitolo del Protocollo è dedicato all’integrazione sociale, tema centrale in un settore in cui la quasi totalità dei lavoratori dell’indotto è di origine straniera. Confermati gli Sportelli di Mediazione Culturale e i servizi per le pratiche amministrative, oltre alla promozione di corsi di lingua italiana, il tutto in collaborazione con istituzioni locali, sindacati territoriali e RSU.
IL RUOLO DELLE RSU E LA RESPONSABILITÀ DELLE ISTITUZIONI LOCALI
L’intesa attribuisce un ruolo ancora più importante ai delegati RSU di Fim, Fiom e Uilm, chiamati a vigilare sul rispetto delle norme contrattuali e di legge e a promuovere un clima di piena integrazione nei cantieri. Un impegno fondamentale, che richiede ora un passo in avanti anche dalle amministrazioni locali.
Le istituzioni dei territori che ospitano i cantieri sono infatti chiamate a fare la propria parte con interventi infrastrutturali e iniziative di integrazione sociale, indispensabili per sostenere la crescita industriale di Fincantieri e garantire condizioni di lavoro eque e sostenibili per tutti.
IL COMMENTO DI PALOMBELLA
“Questo protocollo – ha commentato Rocco Palombella, Segretario generale Uilm – rappresenta un passo avanti fondamentale: introduce regole più stringenti sugli appalti, rafforza i controlli e mette al centro legalità, sicurezza e qualità del lavoro. È una risposta concreta a un sistema che per anni ha generato irregolarità e sfruttamento, e dimostra che quando il sindacato è unito può incidere sulle scelte industriali. Ora le istituzioni locali facciano la loro parte: la crescita di Fincantieri deve poggiare su infrastrutture adeguate e su politiche sociali capaci di accompagnare l’integrazione e la dignità dei lavoratori dell’indotto”.
