Industria europea in bilico: il monito di Syndex

Il recente rapporto Syndex, presentato a Bruxelles, fotografa un’industria europea in grave difficoltà. Dei 18 settori analizzati, solo Aerospazio e Difesa risultano in buone condizioni. Tutti gli altri settori strategici – dall’Automotive alla siderurgia, fino ai materiali di base e alle reti di telecomunicazioni – sono sotto pressione, minacciati dalla concorrenza aggressiva di Cina e Stati Uniti.

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LA PERDITA DI LEADERSHIP E LE MINACCE ESTERNE
L’Europa sta perdendo la sua posizione nei settori chiave, come l’automotive e la produzione di attrezzature energetiche. Il dominio cinese e statunitense nelle batterie, nei semiconduttori e nelle terre rare ha creato dipendenze strategiche critiche. La siderurgia europea, energivora e sottoposta a dumping globale, soffre dei costi elevati dell’energia e della concorrenza sleale, con impatti diretti su occupazione e stabilità delle filiere.

SCARSO INVESTIMENTO E PRIORITÀ AGLI AZIONISTI
Il rapporto evidenzia un ritardo europeo negli investimenti in macchinari, innovazione e ricerca applicata, a favore della distribuzione dei dividendi agli azionisti. La mancanza di programmazione e di visione strategica ha lasciato spazi aperti a Cina e Stati Uniti, leader nella costruzione dell’industria del futuro.

LA NECESSITÀ DI PIANIFICAZIONE E SOVRANITÀ INDUSTRIALE
Syndex chiede un cambio di passo: pianificazione economica e industriale proattiva, protezione del mercato interno, riforma energetica e politica commerciale mirata a sostenere produzioni locali. Tra le proposte, misure come la clausola di contenuto locale per sussidi e appalti nel settore automotive e la tassazione di frontiera sul carbonio.

IL COMMENTO DI ROCCO PALOMBELLA
Secondo Rocco Palombella, Segretario generale Uilm, il rapporto è “allarmante” e rappresenta un monito politico urgente: “L’Europa rischia un’ecatombe industriale – afferma – con centinaia di migliaia di posti di lavoro a rischio, come dimostrano i 90mila già persi nell’automotive e i 160mila a rischio nel 2025”.
Palombella sottolinea che, mentre l’Europa ritardava investimenti, ricerca e sviluppo, “Cina e Stati Uniti programmavano l’industria del futuro, diventando leader in settori strategici”. Critica inoltre l’ossessione europea per la distribuzione dei dividendi: “è una situazione vergognosa e intollerabile”. Per il leader Uilm la strada è chiara: “Serve una politica industriale forte, investimenti straordinari, tutela delle filiere strategiche e protezione dell’occupazione. L’automotive e la siderurgia sono simboli della nostra fragilità. Senza coraggio politico, l’Europa rischia la desertificazione industriale”.

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