Il 24 novembre, alla vigilia della Giornata internazionale per l’eliminazione della violenza contro le donne, Fim, Fiom e Uilm hanno inaugurato una panchina rossa davanti alla sede storica della FLM in Corso Trieste 36 a Roma. Un gesto semplice ma dal significato potente, pensato per attraversare il tempo e parlare a chiunque si fermerà davanti a quel luogo simbolico del movimento operaio.
Sulla panchina è incisa una frase che interroga, provoca e invita alla responsabilità: “La violenza vive anche nel silenzio di chi non parla. Serve avere il coraggio di fermarla”. Un messaggio diretto ai lavoratori e alle lavoratrici, agli studenti, ai cittadini e a chiunque attraversi uno dei quartieri storici della capitale. Un messaggio che oggi, più che mai, non può essere ignorato.
L’iniziativa, promossa unitariamente da Fim, Fiom e Uilm, si è svolta con il patrocinio del Municipio II di Roma, rappresentato dall’Assessore alle Politiche Sociali, Giovanili e Pari Opportunità, Gianluca Bogino. Alla cerimonia erano presenti i Segretari generali delle tre organizzazioni, tra cui il Segretario generale della Uilm, Rocco Palombella, insieme alle delegazioni territoriali.

UN SIMBOLO DI IMPEGNO CIVILE
La sede della FLM non è stata scelta a caso: è un luogo radicato nella storia del movimento dei metalmeccanici, un punto di riferimento collettivo che oggi si arricchisce di un ulteriore significato. La panchina rossa diventa così uno spazio di memoria dedicato alle donne che hanno perso la vita a causa della violenza di genere, ma anche un invito permanente a non distogliere lo sguardo.
Le tre organizzazioni sindacali hanno sottolineato come questa iniziativa non rappresenti un gesto isolato, ma un tassello di un percorso più ampio, frutto del lavoro della Commissione Pari Opportunità e Formazione Fim-Fiom-Uilm proseguito negli anni insieme a Federmeccanica e Assistal. Un percorso che ha dato vita a campagne di sensibilizzazione, azioni concrete e corsi di formazione rivolti a lavoratrici e lavoratori per prevenire molestie, discriminazioni e violenza.
DARE VOCE ALLE VITTIME
Ogni panchina rossa ricorda una storia spezzata, un’assenza che pesa, un dolore che non deve essere dimenticato. Ma ricorda anche che la violenza può essere prevenuta, riconosciuta, fermata prima che diventi irreparabile.
La frase incisa, scelta dalle tre sigle, richiama una responsabilità collettiva: la violenza non si combatte solo quando esplode in tutta la sua drammaticità, ma anche – e soprattutto – quando si manifesta nei primi segnali, nei silenzi complici, nelle parole non dette.

SIAMO TUTTI RESPONSABILI
In occasione del 25 novembre, Fim, Fiom e Uilm hanno richiamato l’importanza di coinvolgere uomini e donne di ogni età, perché la violenza di genere non è un problema confinato nella sfera privata: è un fenomeno sociale che attraversa famiglie, scuole, luoghi di lavoro e comunità. Ed è un fenomeno che tocca anche le generazioni più giovani, spesso lasciate senza gli strumenti necessari per riconoscere i segnali del disagio e della violenza, o senza spazi sicuri in cui chiedere aiuto. Prevenire significa educare, ascoltare, costruire reti di protezione prima che sia troppo tardi.
UNA PROMESSA CHE RESTA NEL TEMPO
I Segretari generali di Fim, Fiom e Uilm hanno ribadito l’impegno unitario delle tre organizzazioni: la panchina rossa resterà nel luogo che la ospita come monito e promessa. Una promessa di lavorare con costanza, insieme alle istituzioni e alle aziende, per creare ambienti più sicuri, inclusivi e rispettosi. Una promessa affinché nessuna donna debba più temere per la propria autonomia, la propria libertà, la propria vita.
