Melfi può farcela: trent’anni di storia, lavoro e sfide per il futuro dell’automotive

di Marco Lomio

Lo stabilimento di San Nicola di Melfi nasce come lo stabilimento “pilota” della Fiat, poi Fca, oggi Stellantis. Un sito produttivo che ha scritto pagine decisive per l’industria italiana, ma anche europea, e che rappresenta fin dal principio linfa vitale per il territorio lucano nel suo complesso.
Melfi è stata protagonista di due grandi momenti che ne hanno segnato la crescita: la produzione della Punto, una vettura che ha fatto la storia della mobilità del nostro Paese e non solo con milioni di auto vendute, e la rivoluzione del 2014 con l’arrivo della Jeep – quando per la prima volta un marchio americano veniva prodotto in Italia.Quell’esperienza ha rappresentato un passaggio cardine e cruciale, reso possibile dalla grande professionalità dei lavoratori e da un’azione sindacale costante e coerente, capace di rendere Melfi un sinonimo di eccellenza, uno degli stabilimenti più flessibili, tecnologici e performanti dell’intero gruppo.

LA CRISI E IL CAMBIAMENTO
Dal 2021, però, Melfi ha dovuto affrontare una fase di grande crisi. Da un lato, le nuove normative europee hanno imposto una transizione accelerata verso l’elettrico; dall’altro, l’integrazione in Stellantis ha introdotto un modello industriale e gestionale diverso, che ha finito per allontanarsi da quello che aveva reso grande Melfi.
Ne è seguita una fase difficile: arretramento tecnologico, perdita di vivibilità nello stabilimento, indebolimento del sistema dell’indotto che, in passato, rappresentava il cuore pulsante del “modello Melfi”.
Un tempo, solo il colore delle magliette distingueva i lavoratori dello stabilimento centrale da quelli dell’indotto: oggi quella integrazione si è affievolita, e va riconquistata.

LA SVOLTA E LA SPERANZA
Negli ultimi mesi si è finalmente riaperta una nuova pagina di speranza. Con il rilancio della Jeep Compass e la preparazione delle nuove vetture in arrivo nel 2026 – la DS7 e la Lancia Gamma – lo stabilimento può tornare a guardare avanti con fiducia. Vogliamo ripartire come abbiamo sempre fatto: con forza, abnegazione e professionalità.

MA C’E’ ANCORA MOLTO DA FARE
Occorre, però, che le azioni annunciate da Stellantis si traducano in risultati concreti, soprattutto per quanto riguarda l’indotto. Melfi può e deve ripartire, ma non a pezzi: serve un modello di condivisione che coinvolga tutti i soggetti del territorio – lavoratori, imprese, istituzioni.

LA SFIDA DEL FUTURO
L’azione sindacale non si ferma e non si fermerà. Crediamo che, con le giuste idee, il giusto pragmatismo e la passione e la professionalità dei lavoratori, Melfi possa tornare a essere un modello di ispirazione globale in termini di industria e innovazione.
In trent’anni abbiamo scritto la storia dell’automotive in Italia; oggi possiamo scrivere anche quella dei prossimi trent’anni – per i nostri figli, per la Basilicata, per l’intero Paese.E qui entra in gioco anche la politica, che non deve distrarsi dietro vincoli ideologici o regolatori, ma impegnarsi davvero per una neutralità tecnologica reale.
Solo così potremo garantire un futuro all’automotive a Melfi, in Italia e in Europa.

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