L’editoriale

Care lavoratrici e cari lavoratori,

sono state due settimane molto impegnative su tutti i fronti: da un lato la trattativa per il rinnovo del CCNL Federmeccanica-Assistal entrata in una fase più stringente, dall’altra le vertenze aperte come quella dell’ex Ilva che è tornata a galla già da tempo con tutto il suo peso enorme.

Dal 4 al 7 novembre scorso sono stato a Sydney, in Australia, per prendere parte al Congresso di IndustriAll Global, il sindacato mondiale a cui noi siamo affiliati. Sono intervenuto in due occasioni, sulla relazione del segretariato e sul piano d’azione. Mi sono voluto concentrare sulle tematiche che attengono al nostro settore industriale e in particolare sulla fase in cui ci troviamo, con una transizione ecologica e digitale che sta creando numerosi e seri problemi soprattutto al settore dell’automotive.

Durante il Congresso sono stati affrontanti argomenti come l’eguaglianza, la solidarietà, la parità di genere e la necessità di creare un sindacato globale forte e unito per affrontare le enormi sfide che ci attendono. La Uilm si è impegnata e si impegnerà a supportare tutte le iniziative che IndustriAll Global e IndustriAll Europe metteranno in campo, così come ha sempre fatto nel tempo.

Sul fronte dell’ex Ilva, invece, le notizie non sono incoraggianti. Il 12 novembre sorso siamo stati costretti a tenere una conferenza stampa nella nostra sede di Corso Trieste, a valle di un incontro più che deludente avuto con il Governo e durato oltre quattro ore.

Le proposte che ci sono state presentate sono inaccettabili, perché partono da un presupposto gravissimo: utilizzare i lavoratori per fare cassa. Il piano illustrato dal Governo, infatti, prevede un aumento esponenziale dei lavoratori in cassa integrazione, fino a raggiungere nei prossimi mesi 6mila unità. Un numero insostenibile, che si aggiunge all’assenza totale di un piano industriale credibile.

Dopo aver parlato in passato di piani di risalita e successivamente di ipotesi di vendita, ora si presenta un cosiddetto ‘piano corto’: corto non nel tempo, ma nella prospettiva, perché ciò che rimane prima della chiusura definitiva è davvero poco.

Abbiamo seguito con responsabilità ogni fase di questo percorso accettando il confronto nella speranza che si potesse costruire una via di rilancio produttivo e occupazionale. Oggi, però, ci troviamo di fronte a un piano rinunciatario, che condanna non solo i lavoratori, ma intere comunità come quella di Taranto e di tutti gli altri siti, a una chiusura inesorabile.

Non possiamo essere complici di questa scelta. Decideremo insieme ai lavoratori le iniziative da intraprendere, perché questa battaglia riguarda il futuro dell’industria e del lavoro nel nostro Paese.

Mentre scriviamo siamo impegnati nella trattativa del CCNL Federmeccanica e Assistal con un alternarsi di tavoli tecnici e in plenaria. Si continua a trattare.
Dopo le tre giornate (22, 23 e 30 ottobre) durante le quali, le delegazioni ristrette si sono confrontate su tutti gli argomenti normativi, il 31 ottobre si sono registrati alcuni avanzamenti.
In particolare abbiamo constato alcune aperture in materia di salute e sicurezza e formazione. Mentre su mercato del lavoro, appalti e orari di lavoro è necessario intensificare il confronto.

La trattativa proseguirà la prossima settimana in modo più intenso e serrato. Ci auguriamo tutti di poter al più presto iniziare un confronto no-stop che ci porti entro il mese di novembre ad avere un contratto degno dei lavoratori metalmeccanici e in linea con le richieste della nostra piattaforma.

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