La UIL rilancia la mobilitazione: serve una manovra più giusta, che parli a lavoratori e pensionati

L’Esecutivo nazionale della UIL, riunito a Roma, ha approvato all’unanimità la relazione del Segretario generale PierPaolo Bombardieri e ha deciso di proseguire con forza la mobilitazione già avviata nei territori e nelle categorie. Nei prossimi giorni sono previste nuove iniziative e assemblee nei luoghi di lavoro che culmineranno nella manifestazione nazionale di sabato 29 novembre a Roma, con un obiettivo chiaro: chiedere al Governo modifiche sostanziali alla manovra economica.

CONTRATTAZIONE E REDISTRIBUZIONE: UN PRIMO PASSO, MA NON BASTA
La UIL valuta positivamente la detassazione degli aumenti contrattuali, una misura fortemente sostenuta dal sindacato e finalmente accolta dal Governo con uno stanziamento complessivo di 2 miliardi, di cui 600 milioni destinati al pubblico impiego. Un risultato che riconosce il valore della contrattazione come strumento di democrazia economica e di redistribuzione della ricchezza.
Tuttavia, per la UIL si tratta solo di un punto di partenza. Il sindacato chiede di innalzare a 40 mila euro il tetto dei redditi ai quali si applica la detassazione, di estendere la misura a tutti i lavoratori e di includere anche i rinnovi contrattuali firmati nel 2024.

PENSIONI, SANITÀ E FISCO: CAPITOLI ANCORA INSUFFICIENTI
Molto più critico il giudizio sugli altri capitoli della manovra. Sul fronte previdenziale, la UIL giudica sbagliate le misure che peggiorano le condizioni di chi deve andare in pensione. Il sindacato chiede il ripristino di Opzione Donna nella sua versione originaria e il riconoscimento dei lavori usuranti, insieme a una riforma strutturale del sistema pensionistico che garantisca flessibilità in uscita e pensioni dignitose, in particolare per giovani e donne.
Un’altra priorità è l’alleggerimento della pressione fiscale sui pensionati, che oggi in Italia è tra le più alte d’Europa.
Sul piano sanitario, la UIL riconosce il segnale politico dell’aumento di risorse, ma denuncia la mancanza di una programmazione pluriennale che riporti la spesa sanitaria ai livelli della media europea, valorizzi il personale e riduca le liste d’attesa, per evitare che sempre più cittadini rinuncino alle cure.

UN FISCO PIÙ EQUO E PROGRESSIVO
Sul fronte fiscale, la UIL definisce irricevibile la cartolarizzazione fiscale, giudicata pericolosa perché trasmette ai cittadini l’idea che pagare le tasse sia inutile. Criticata anche l’estensione della flat tax per i lavoratori autonomi, che alimenta disparità rispetto ai lavoratori dipendenti e ai pensionati.
Il sindacato chiede invece un sistema fiscale più progressivo e redistributivo, che riduca la pressione su lavoratori e pensionati, tassi maggiormente successioni, rendite ed extraprofitti, e combatta con decisione evasione ed elusione.

LE PROPOSTE UIL: 10 MILIARDI PER LA GIUSTIZIA SOCIALE
Consapevole della necessità di reperire risorse, l’Esecutivo UIL rilancia le proposte già avanzate da Bombardieri al tavolo di Palazzo Chigi.
Il Governo, sottolinea la UIL, deve confermare e rafforzare la tassa sugli extraprofitti bancari, estendendola anche ai settori farmaceutico ed energetico, che negli ultimi anni hanno registrato guadagni straordinari.

Tra le misure indicate dal sindacato figurano anche:

* l’aumento della tassazione sui dividendi azionari dal 26 al 31%, per un gettito di circa 1 miliardo di euro;
* l’innalzamento dell’Ires dal 24 al 26%, che porterebbe ulteriori 4,9 miliardi;
* una revisione delle tasse di successione sui patrimoni superiori ai 100 milioni di euro, con un’aliquota media dal 2,4 al 6%.

Interventi che, secondo le stime UIL, garantirebbero circa 10 miliardi di euro, da destinare a politiche di equità, sviluppo e giustizia sociale.

VERSO LA MANIFESTAZIONE DEL 29 NOVEMBRE
Su queste basi, la UIL si prepara a una nuova fase di mobilitazione. “Sosterremo queste richieste con la forza dei nostri attivisti, dei lavoratori, dei giovani e dei pensionati” è il messaggio lanciato dall’Esecutivo.
Il 29 novembre, Roma sarà di nuovo il centro della protesta: una piazza per chiedere una manovra più giusta, che ridia centralità al lavoro e alla dignità delle persone.

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