di Loretta Tani
Roma, ottobre 2025 – Durante l’audizione informale tenutasi presso la XI Commissione Lavoro pubblico e privatodella Camera dei Deputati, la UIL ha presentato le proprie osservazioni e proposte in merito ai disegni di legge volti a modificare il Testo Unico sulla maternità e paternità (D.Lgs. 151/2001).
L’audizione ha riguardato numerose proposte legislative (tra cui le C. 2, C. 323, C. 506, C. 802, C. 1107 e altre), che mirano a riformare congedi di maternità, paternità, parentali e per malattia del figlio, introducendo misure a sostegno della genitorialità e della conciliazione tra lavoro e vita familiare.
Un sistema “a pezzi”: la UIL chiede una riforma strutturale
Nel suo intervento, la UIL ha sottolineato come il sistema attuale dei congedi si sia sviluppato nel tempo in modo frammentato, rendendo difficile la comprensione e l’accesso ai diritti sia per i lavoratori che per i datori di lavoro. Molte delle proposte in esame risultano inoltre già superate da normative più recenti, in particolare quelle legate all’attuazione della direttiva europea sul work-life balance.
Congedo di paternità: “Un buon inizio, ma non basta”
Uno dei temi centrali affrontati dalla UIL è stato il congedo di paternità obbligatorio, attualmente pari a 10 giorni. Il sindacato ha espresso due critiche fondamentali:
- Durata insufficiente: dieci giorni sono un primo passo, ma assolutamente inadeguati rispetto ai carichi di cura che comporta la nascita di un figlio. La disparità rispetto ai cinque mesi garantiti alle madri è evidente.
- Obbligatorietà solo formale: pur essendo “obbligatorio”, il congedo non è realmente vincolante per i lavoratori, e infatti nel 2023 solo il 64,5% dei padri ne ha usufruito. Un dato che denuncia il fallimento del modello attuale.
La UIL ha chiesto di rafforzare le campagne informative, migliorare le sanzioni per i datori di lavoro che ostacolano l’accesso, ma anche incentivare attivamente i lavoratori ad utilizzarlo, superando stereotipi di genere ancora troppo radicati.
Verso un congedo paritario
Tra le proposte sostenute dalla UIL:
- Estensione del congedo di paternità a 5 mesi, su modello spagnolo.
- Flessibilità nell’utilizzo, evitando la sovrapposizione forzata con quello materno.
- Indennità al 100% per tutta la durata, estesa anche ai lavoratori autonomi e del settore pubblico.
Maternità: indennità al 100% per tutte
Anche sul congedo di maternità la UIL ha ribadito una richiesta storica: portare l’indennità all’intero ammontare della retribuzione (100%), e non all’attuale 80%. Una misura che dovrebbe essere garantita per legge e non demandata alla contrattazione collettiva.
Apprezzata anche la proposta – contenuta nei disegni di legge 2228 e 506 – di aumentare a 2.500 euro l’indennità per le lavoratrici atipiche e discontinue.
Congedi parentali: più lunghi, meglio retribuiti, davvero paritari
La UIL ha sposato le indicazioni del CNEL, che propongono:
- Congedo parentale di 12 mesi totali, divisi in modo eguale e non trasferibile tra i genitori.
- Indennizzo al 100% per tutta la durata.
- Estensione della fruibilità fino ai 14 anni del figlio.
Nella valutazione dei disegni di legge in esame, la UIL ha ritenuto più vicino alla propria visione l’Atto della Camera (A.C.) 506, che prevede 12 mesi di congedo parentale, indennizzati all’80% per i primi 6 mesi e al 30% per i successivi. Tuttavia, ha sottolineato che il 30% è una soglia troppo bassa, non in grado di incentivare la partecipazione di entrambi i genitori.
La UIL ha inoltre denunciato la discriminazione tra genitori generata dalle ultime modifiche normative: l’accesso all’80% dell’indennità è stato garantito solo ai genitori che hanno concluso il congedo obbligatorio nell’anno di entrata in vigore della legge, escludendo chi ha figli più grandi.
Congedi per malattia dei figli: estendere diritti e tutele
La UIL ha espresso parere favorevole su varie proposte che:
- Aumentano i giorni annuali di congedo per malattia del figlio (fino a 20).
- Estendono la possibilità di fruizione fino ai 14 anni del minore.
- Includono tali periodi nel computo di ferie, tredicesima, anzianità e produttività.
- Garantiscono contribuzione figurativa fino agli 8 anni del figlio.
Inclusione, omogenitorialità e lavoro agile
Tra i punti toccati con particolare attenzione:
- Il pieno riconoscimento dei diritti per i genitori omogenitoriali.
- L’importanza di tutelare anche il genitore affidatario, vedovo o in procedura di riconoscimento.
- Il sostegno a misure innovative come il part-time condiviso e il diritto al lavoro agile per i genitori, proposte contenute nell’A.C. 506.
La UIL ha chiesto chiarimenti sulla finalità dell’indennità da 1.000 euro prevista da una delle proposte: si tratta di un incentivo? Un rimborso? Una compensazione?
Proposte per il futuro: caregiver e valutazione delle politiche pubbliche
Infine, il sindacato ha ribadito la necessità di:
- Prevedere incentivi alle imprese che, attraverso la contrattazione, favoriscono l’accesso ai congedi, anche per caregiver familiari.
- Rivedere la Legge 104, in base al bisogno assistenziale e ai Piani Individuali di Assistenza.
- Istituire una banca dati pubblica per monitorare l’efficacia delle misure adottate.
Conclusione: un sistema paritario, non punitivo
In chiusura, la UIL ha ribadito che la direzione da intraprendere è quella di un sistema di congedi paritario, inclusivo e sostenibile, dove i ruoli genitoriali siano riconosciuti e valorizzati senza differenze di tempo e di denaro tra uomini e donne. Un passo necessario per una società più equa, ma anche per sostenere concretamente le famiglie italiane in un momento storico segnato dalla denatalità e dalla difficoltà a conciliare lavoro e vita privata.
