Stellantis, il 20 ottobre l’incontro con Filosa: la Uilm pronta a portare le richieste dei lavoratori italiani

Si terrà lunedì 20 ottobre a Torino l’incontro tra i rappresentanti sindacali e l’amministratore delegato di Stellantis, Antonio Filosa. Un appuntamento atteso, nel quale la Uilm porterà al centro del confronto le istanze dei lavoratori italiani e la necessità di una visione industriale chiara e condivisa per il futuro degli stabilimenti del gruppo nel nostro Paese.
“È un’occasione importante per esporre il punto di vista e le legittime richieste dei lavoratori italiani che rappresentiamo”, hanno dichiarato il segretario generale Rocco Palombella e il segretario nazionale Gianluca Ficco, responsabile del settore automotive.

MODELLI IBRIDI, MOTORI E FUTURO DEGLI STABILIMENTI
Al centro del confronto, la Uilm porterà una piattaforma di richieste concreta e articolata.
A partire dalla necessità di completare l’assegnazione di modelli ibridi a tutti gli stabilimenti italiani, a cominciare da Cassino, che nel vecchio piano industriale prevede solo vetture full electric, del tutto insufficienti a saturare l’impianto.
Per Melfi e Mirafiori, la Uilm chiederà motori adeguati per i nuovi modelli in arrivo, così da rilanciare la produzione motoristica di Termoli e garantire una maggiore competitività di mercato.
Focus anche su Pomigliano, dove il sindacato si aspetta un chiarimento sui tempi e le modalità di lancio della futura piattaforma small, su Atessa, per la quale si chiedono certezze sul futuro dei veicoli commerciali, e su Modena, dove è necessario un rilancio deciso del marchio Maserati.

UN QUADRO PRODUTTIVO PREOCCUPANTE
Il momento è particolarmente difficile per la produzione del gruppo in Italia.
Nel terzo trimestre 2025, i dati confermano un peggioramento rispetto al già critico 2024: nei primi nove mesi dell’anno sono state realizzate 265.490 unità complessive tra autovetture e veicoli commerciali, con un calo del -31,5% rispetto allo stesso periodo del 2024.
Nel dettaglio, le autovetture segnano un crollo del -36,3% (151.430 unità) e i veicoli commerciali del -23,9% (114.060 unità).
Tutti gli stabilimenti registrano dati in flessione, con perdite comprese tra il -17% e il -65%.
Anche il 2025, come l’anno precedente, si chiuderà con una riduzione complessiva di circa un terzo dei volumi produttivi, un risultato ben peggiore delle previsioni iniziali.
Le stime per la chiusura dell’anno parlano di poco più di 310mila unità prodotte, con le autovetture destinate a scendere sotto le 200mila.
Attualmente quasi la metà della forza lavoro del gruppo in Italia è interessata da ammortizzatori sociali, un dato che evidenzia l’urgenza di una svolta nelle politiche industriali.
Le nuove produzioni – la 500 ibrida, in partenza a novembre, e i nuovi modelli di Melfi (la DS8 già in produzione e la Jeep Compass da ottobre) – potranno dare risultati significativi solo nel corso del 2026.

UN NUOVO PIANO INDUSTRIALE IN ARRIVO
Secondo le ultime informazioni, il nuovo piano industriale del gruppo – inizialmente previsto per il primo trimestre 2026 – potrebbe slittare alla metà dell’anno, entro il 30 giugno.
La decisione, legata alla recente riorganizzazione del management e ai fattori esogeni internazionali come i dazi e le relazioni con Bruxelles, punta a garantire che il documento strategico rappresenti una vera “svolta” per il gruppo.
Contestualmente, a partire dal 2026, Stellantis adotterà una rendicontazione trimestrale degli utili, e Filosa parteciperà direttamente alle teleconferenze sui risultati per assicurare maggiore trasparenza e visibilità sull’andamento del business.

LA UILM: SERVONO CERTEZZE, NON ANNUNCI
“Ora servono risposte concrete, non solo annunci – affermano Palombella e Ficco – Gli stabilimenti italiani devono avere un futuro certo, e questo significa modelli produttivi solidi, investimenti sui motori e un impegno reale a mantenere in Italia le competenze industriali e tecnologiche del settore”.
La Uilm ribadisce anche la necessità di un’azione comune con Governo e istituzioni europee per eliminare le multe Ue sulle emissioni che penalizzano in modo incomprensibile le case automobilistiche del continente.
“Occorre una correzione drastica da parte dell’Unione Europea, prima che sia troppo tardi – sottolineano i due dirigenti Uilm – Dobbiamo impedire che l’industria dell’auto e dei veicoli commerciali venga definitivamente messa a rischio.”

IN ATTESA DEL CONFRONTO DEL 20 OTTOBRE
L’incontro con Filosa sarà quindi un banco di prova importante per misurare la volontà del gruppo di investire davvero sull’Italia e sui suoi lavoratori.
La Uilm si presenterà al tavolo con proposte precise, chiedendo un piano industriale equilibrato, sostenibile e condiviso.
“Il futuro dell’automotive italiano – conclude Palombella – non può essere scritto altrove. Serve una strategia che tenga insieme innovazione, occupazione e dignità del lavoro. E noi saremo lì per farlo valere”.

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