di Marco Lomio
Smart Paper è un’azienda che gestisce servizi per conto di Enel e altri competitor nel settore digitale.
Il gruppo impiega in Basilicata circa 800 lavoratrici e lavoratori, in gran parte nella sede di Tito (Potenza) e il resto a Sant’Angelo Le Fratte.
Scriviamo lavoratrici prima di lavoratori non per galanteria, ma perché la stragrande maggioranza dell’organico — circa l’80% del totale — è composta da donne e mamme, per le quali la stabilità occupazionale rappresenta una questione di vita quotidiana e dignità sociale.
Da alcuni mesi è in corso il cambio di appalto delle attività di Enel verso RTI Data Contact – Accenture che interessa circa la metà dell’organico.
Nonostante l’importanza vitale di garantire continuità lavorativa e tutele sociali per le famiglie coinvolte, è arrivata una fumata nera dall’incontro svoltosi nei giorni scorsi presso Unindustria a Roma.
La riunione, convocata per discutere il passaggio di appalto verso il raggruppamento temporaneo d’impresa RTI Data Contact – Accenture, non ha prodotto risultati positivi.
Le proposte avanzate sono state giudicate inaccettabili dalla UILM, poiché non garantiscono la continuità occupazionale, la tutela dei livelli salariali e contrattuali, né la stabilità delle sedi produttive in Basilicata.
La proposta di riassorbimento del personale presentata dall’RTI contiene elementi nettamente peggiorativirispetto alle condizioni attuali.
In particolare, prevede di mantenere i salari fermi ai livelli di febbraio 2025, senza applicare gli aumenti previsti dal contratto nazionale dei metalmeccanici e dagli accordi integrativi aziendali, cancellando di fatto gli incrementi maturati negli ultimi mesi.
Lascia inoltre forti incertezze sul riconoscimento dell’anzianità di servizio e dei diritti acquisiti dai lavoratori nel corso degli anni, con il rischio di perdere parte del valore professionale costruito nel tempo.
Un ulteriore punto critico riguarda l’esclusione di circa 80 lavoratori dal passaggio d’appalto: l’RTI li considera non “continuativi” nella gestione della commessa Enel, un criterio che la UILM giudica ingiusto e discriminatorio.
La proposta introduce anche un cambio di contratto collettivo, con il passaggio dal CCNL metalmeccanicia quello del settore servizi o telecomunicazioni, comportando una riduzione dei livelli retributivi e delle tutele normative.
Per la UILM, ciò rappresenta un arretramento inaccettabile rispetto ai diritti conquistati.
Non è ammissibile che un cambio d’appalto cancelli anni di professionalità, sacrifici e diritti: servono garanzie chiare per ogni singolo posto di lavoro e per la tenuta del sito lucano.
Ad oggi non esiste alcuna certezza sul mantenimento della sede di Tito, né sul futuro di quella di Sant’Angelo Le Fratte.
L’RTI avrebbe indicato nuove sedi operative a Bari, Padova e Matera, con l’ipotesi di chiusura delle strutture potentine, una prospettiva che comporterebbe trasferimenti forzati e la perdita di un presidio industriale strategico per la Basilicata.
Non vi sono inoltre rassicurazioni sul rispetto dei livelli contrattuali, sugli aumenti previsti dal CCNL e sulla piattaforma integrativa aziendale, elementi fondamentali per la tenuta economica delle famiglie e per il riconoscimento della dignità professionale dei lavoratori.
La UILM ribadisce che il lavoro in Basilicata non si svende e che la dignità dei lavoratori non si tratta.
È indispensabile che Enel, in qualità di principale committente, assuma un ruolo attivo e responsabile nella gestione della vertenza: non può limitarsi ad assistere passivamente a un cambio d’appalto che rischia di compromettere il futuro di centinaia di famiglie lucane.
Enel ha una responsabilità sociale verso i territori e verso i lavoratori che da anni garantiscono efficienza e qualità ai suoi servizi.
Un nuovo appuntamento è previsto per il 23 ottobre, quando la vertenza approderà al tavolo regionale.
La Regione Basilicata, insieme alle organizzazioni sindacali, ha ribadito che l’obiettivo è garantire la continuità occupazionale e il mantenimento dei livelli salariali, anche attraverso l’applicazione della clausola sociale prevista dal bando di appalto.
Nel frattempo, le lavoratrici e i lavoratori hanno già manifestato la loro protesta con scioperi di quattro ore nei giorni 13 e 14 ottobre, per sollecitare risposte certe su sedi, contratti e garanzie occupazionali.
La UILM si presenterà al prossimo incontro con la determinazione di sempre: non ci saranno passi indietrosenza garanzie concrete su occupazione, sedi e salari, in quella che doveva essere una semplice transizione tra aziende appaltatrici ma rischia di trasformarsi in una vera emergenza sociale.
Con una linea ferma e coerente, la UILM continuerà a essere in prima linea al fianco delle lavoratrici e dei lavoratori Smart Paper, decisa a difendere fino in fondo il diritto al lavoro, la continuità produttiva e la dignità professionale in Basilicata.
