
di Bruno Cantonetti e Gianluca Ficco
A fine luglio 2025, Leonardo ha annunciato la firma di un accordo vincolante per acquisire Iveco Defence (divisione veicoli militari del gruppo Iveco). L’operazione va inquadrata nell’ambito di una riorganizzazione più ampia di Iveco, in cui la parte “civile” dedicata alla produzione dei veicoli commerciali sarà acquisita da Tata Motors.
Il Gruppo Leonardo, anche pungolato da un indirizzo governativo, ha sin dal principio manifestato interesse a garantire che la divisione difesa diventasse la naturale estensione di una filiera produttiva con l’ampliamento di un’offerta nel dominio terrestre che sostenesse anche la neonata JV con Rheinmetall, varata lo scorso anno proprio in questi giorni.
A rafforzamento dell’operazione va giustamente considerato il mantenimento sotto controllo nazionale di un asset nel comparto difesa che se fosse passato in mani straniere avrebbe generato forte imbarazzo anche in considerazione delle implicazioni in termini di sicurezza e sovranità industriale. E a tal proposito rammentiamo che fu proprio questo il veto che impedì (per fortuna) al precedente AD di Leonardo, Profumo, di sbarazzarsi della ex Oto Melara! Ma torniamo a noi, e a questa operazione cercando di esaminare opportunità e sviluppi.
L’OPERAZIONE
Il valore concordato per l’acquisizione è € 1,7 miliardi per la divisione difesa di Iveco e Leonardo finanzierà l’operazione con le proprie disponibilità di cassa. Il perfezionamento è previsto nel primo trimestre 2026, subordinato alle approvazioni regolatorie e agli eventuali vincoli imposti (anche attraverso la disciplina della “golden power”).
STRATEGIA E SVILUPPO INDUSTRIALE
Con questa acquisizione, Leonardo potrà consolidare la propria presenza nel settore dei sistemi terrestri estendendo il proprio portafoglio anche ai veicoli pesanti, corazzati e tattici.
L’integrazione tra i sistemi elettronici, le torrette e i sensori di Leonardo con le piattaforme meccaniche di Iveco Defence dovrebbe generare sinergie tecnologiche e competitive e questo va calato nel contesto evolutivo europeo, proprio nel momento in cui la spinta al rafforzamento della spesa per la Difesa offrirà notevoli opportunità. Immaginiamo che mettendo a fattor comune tutti i tasselli a disposizione di questo mosaico che si va componendo, Leonardo avrà le carte in regola per competere alla pari nella partita del carro europeo.
RIAFFERMATA LA CENTRALITA’ DEI SITI IDV
L’incontro del 10 ottobre al MIMIT (Ministero delle Imprese e del Made in Italy) è stato convocato su richiesta delle Organizzazioni Sindacali proprio per discutere gli aspetti di sviluppo industriale e occupazione legati all’operazione, e durante l’incontro il ministro Urso ha sottolineato l’importanza dell’operazione rammentando a tal proposito come una precedente ipotesi di cessione in blocco riscosse forti opposizioni, proprio per la mancanza di garanzie che devono essere fornite sul piano industriale.
È stato ribadito che questa operazione “si distingue” rispetto a scenari di cessione passata che non garantivano adeguate tutele strategiche, e che il governo ha un ruolo attivo nel presidio dell’operazione.
Leonardo ha sottolineato, pur nella riservatezza che l’operazione richiede poiché ancora non perfezionata, le motivazioni industriali dell’investimento, con particolare riferimento all’obiettivo della “integrazione dei domini” (terra, mare, aria, spazio, cyber).
Nessuno dei siti è in discussione e sul fronte occupazionale è stato riaffermato l’impegno forte verso tutti i lavoratori oggi occupati e laUilm continuerà a monitorare l’evoluzione in ottica della salvaguardia occupazionale, e dello sviluppo del business. Il passaggio di Iveco Defence a Leonardo dovrà garantire tutti i 1.900 lavoratori coinvolti, senzadistinzione fra gli addetti al militare al civile e alla vigilanza interna, o fra i dipendenti diretti e i somministrati. Inoltre dovremo salvaguardare, nel passaggio alla contrattazione integrativa di Leonardo, quei trattamenti di miglior favore del Contratto specifico di Lavoro comunemente conosciuto come Contratto Fiat e questa sarà la fase che ci vedrà protagonisti al tavolo sindacale non appena l’operazione verrà perfezionata.
Infine, il governo ha annunciato che, per la parte civile di Iveco (che passerà a Tata), ci saranno prossimi incontri con l’azienda indiana e con le organizzazioni sindacali.
