di Antonio Iofrida
La Lear corporation è una multinazionale statunitense specializzata nella progettazione e produzione di selleria per auto e sistemi elettrici. in Italia è presente con diversi stabilimenti, localizzati a ridosso dei siti Stellantis, di cui è uno dei principali fornitori.
IL SITO DI GRUGLIASCO
Lo stabilimento di Grugliasco, in provincia di Torino, sorge di fronte all’ex sito Maserati, al quale forniva i sedili per i modelli levante, ghibli e quattroporte. Queste produzioni si sono concluse tra il 2023 e marzo 2024. Oggi la Lear di Grugliasco realizza soltanto i kit per granturismo e GranCabrio, ancora assemblati nello stabilimento di Mirafiori, ma con volumi drasticamente ridotti: circa 20 kit al mese contro i 300 di quando era a pieno regime.
L’INIZIO DELLA CRISI
La crisi del sito è esplosa a metà 2023, con la riduzione delle commesse Maserati e l’assenza di nuove forniture, come i kit per la 500bev prodotta a Mirafiori. La mancanza di una strategia di diversificazione ha aggravato la situazione, confermando le preoccupazioni espresse dalla Uilm. L’azienda, che nel 2018 contava circa 643 addetti, oggi è scesa a 376, dopo anni di ammortizzatori sociali, recessioni di contratti di somministrazione e uscite incentivate.
MOBILITAZIONE E SOLIDARIETÀ
Davanti al rischio occupazionale, rsu e lavoratori hanno deciso di avviare una mobilitazione forte, con scioperi, manifestazioni e presidi ai cancelli della Lear per diversi mesi. La mobilitazione ha visto la partecipazione delle istituzioni locali, dell’amministrazione comunale, della regione Piemonte e persino del vescovo, con un’ampia solidarietà della cittadinanza.
IL TAVOLO AL MIMIT
Grazie alla pressione sindacale, la vertenza è arrivata al ministero delle Imprese e del Made in Italy. A settembre 2023 si è tenuto un primo incontro, seguito da altri aggiornamenti. La Uilm nazionale, insieme ai lavoratori, ha ottenuto l’impegno dell’azienda alla definizione di un piano sociale per la reindustrializzazione del sito, al fine di garantire continuità occupazionale alle famiglie coinvolte.
LAVORATORI STREMATI
Dopo due anni di vertenza, i lavoratori sono stanchi: hanno un’età media alta, troppo giovani per andare in pensione e troppo anziani per essere facilmente ricollocati. La regione Piemonte ha avviato un progetto di politiche attive con percorsi di formazione, i cui benefici restano da verificare. Intanto, la comunicazione di Stellantis sul trasferimento della produzione granturismo e GranCabrio da Torino a Modena aggrava ulteriormente lo scenario.
UN POSSIBILE SPIRAGLIO
Nell’ultimo incontro al Mimit del 5 agosto, è emerso l’interessamento di una società italo-cinese per un progetto di reindustrializzazione del sito. l’investitore potrebbe assorbire circa 250 dei 376 dipendenti attuali. Si tratta di una prospettiva positiva, accolta con cautela dalla Uilm nazionale, guidata da Gianluca Ficco, poiché non esiste ancora un accordo vincolante né sono noti i dettagli del piano industriale.
LE PROSSIME TAPPE
Sarà fondamentale garantire tutele adeguate a tutti i lavoratori e chiarire la solidità del progetto. Il prossimo incontro, previsto al Mimit il 9 settembre, potrebbe segnare un passaggio decisivo per sbloccare definitivamente la vertenza e offrire un futuro più certo alle famiglie coinvolte.
