di Antonio Rodà
Sono trascorsi tre anni da quel drammatico luglio del 2022, quando la multinazionale finlandese Wärtsilä annunciò, in maniera del tutto inaspettata, la volontà di cessare la produzione di motori nello stabilimento di Trieste. Una decisione che colpì duramente il territorio, segnando l’inizio di una delle vertenze sindacali più complesse e sentite degli ultimi anni.
Con una dichiarazione iniziale di 451 esuberi su poco più di 1.000 dipendenti, Wärtsilä scelse di mantenere in Italia solo le attività legate ai servizi post-vendita e alla ricerca e sviluppo, trasferendo in Finlandia l’intera linea produttiva. A Trieste, tuttavia, la reazione fu immediata e potente. Il culmine si raggiunse il 2 settembre 2022, quando oltre 15.000 cittadini scesero in piazza per difendere la storica “Grandi Motori”, simbolo dell’identità industriale triestina.
A distanza di tre anni, proprio il 2 luglio 2025, si è scritta una nuova pagina. In occasione di una cerimonia ufficiale, è stato consegnato a un cliente il primo vagone merci prodotto da Innoway, l’azienda nata sulle ceneri dello stabilimento Wärtsilä grazie a una joint venture tra il gruppo MSC e l’austriaca Innofreight, specializzata nella logistica ferroviaria.
Questa nuova realtà imprenditoriale è il frutto di un complesso lavoro istituzionale e sindacale che ha portato, nel luglio 2024, alla firma di un Accordo di Programma per la riattivazione del sito produttivo. Un luogo che per decenni ha sfornato motori destinati alla navigazione e alla produzione di energia, e che oggi si prepara a un futuro nel trasporto ferroviario.
L’avvio ufficiale della produzione di vagoni merci e carrelli ferroviari rappresenta un primo passo concreto nella realizzazione del piano industriale di Innoway, un progetto ambizioso che punta, entro il 2027, alla produzione di oltre 1.000 vagoni l’anno, affiancata dalla costruzione della linea di manutenzione e dalla fabbricazione dei carrelli.
Non mancano le difficoltà, fisiologiche per una realtà industriale nuova, ma il percorso è avviato. Il reintegro dei 251 lavoratori ex Wärtsilä collocati in Cassa Integrazione Straordinaria è uno degli obiettivi principali dell’accordo sindacale. Grazie al piano di formazione finanziato dalla Regione Friuli Venezia Giulia, è in corso un percorso di riqualificazione professionale volto a restituire competenze e prospettive a chi ha vissuto mesi di incertezza.

Il primo dei 200 vagoni previsti entro la fine del 2025 è stato consegnato, ma per completare la piena attuazione dell’Accordo di Programma restano ancora numerose sfide da affrontare. Servono infrastrutture adeguate, come i binari necessari per l’immissione dei mezzi sulla rete ferroviaria, e su questo fronte sarà fondamentale la collaborazione tra enti pubblici, istituzioni locali e stakeholder per garantire il rispetto del cronoprogramma.
Anche la parte impiantistica, attualmente ancora in fase embrionale, dovrà essere completata nei tempi previsti per supportare l’aumento della capacità produttiva.
La strada è ancora lunga, ma il primo traguardo è stato raggiunto. Se tutti gli attori coinvolti sapranno mantenere il passo, coordinarsi e lavorare nella stessa direzione, allora potremo davvero affermare di aver trasformato una crisi industriale in un’opportunità di rilancio per Trieste, restituendo futuro e dignità a un sito produttivo che fa parte della storia del lavoro in Italia.
