Italian Green Factory: Basta rinvii, il Governo mantenga gli impegni

Nel corso dell’incontro tenutosi nei giorni scorsi in Prefettura a Napoli, le rappresentanze sindacali di Fim, Fiom e Uilm, insieme alle RSU della Italian Green Factory, hanno affrontato con preoccupazione l’ennesimo rinvio da parte di Invitalia in merito all’ingresso nel capitale sociale della nuova società insediatasi nell’ex sito Whirlpool di via Argine. Un progetto ambizioso, quello guidato da Felice Granisso (Ceo di Tea Tek e Italian Green Factory), che punta alla produzione di inseguitori solari e power skid per impianti fotovoltaici, con un investimento complessivo di oltre 103 milioni di euro, di cui 67 richiesti attraverso il Contratto di Sviluppo.

PROGETTO BLOCCATO
Nonostante la firma a fine giugno dell’accordo tra Italian Green Factory e il Ministero delle Imprese e del Made in Italy, resta infatti bloccato l’ultimo passaggio formale necessario per far partire realmente il progetto: il via libera di Invitalia all’ingresso nel capitale sociale, ancora subordinato all’approvazione del contratto di sviluppo, che – secondo quanto riferito dagli stessi rappresentanti dell’Agenzia – non potrà concretizzarsi prima di settembre.
Una tempistica che allarma il sindacato, soprattutto alla luce delle ricadute dirette sugli impegni occupazionali. I lavoratori dell’ex Whirlpool, infatti, attendono da anni di poter tornare al lavoro. I primi 25, già assunti da IGF e in formazione dal novembre 2023, dovrebbero iniziare a luglio le attività produttive nello stabilimento temporaneo di Acerra. Tuttavia, la mancanza di certezze e di tempi definiti rischia di rallentare, se non addirittura compromettere, l’intero percorso di reindustrializzazione.

SERVE CHIAREZZA
“La Uilm ha ribadito la necessità di avere chiarezza sulla reale volontà di mantenere gli impegni assunti in sede istituzionale da Governo, Regione e Comune”, ha dichiarato il segretario nazionale Gianluca Ficco. “I continui rinvii stanno determinando un pericolosissimo ritardo: chiediamo con forza al Governo di intervenire affinché quello di settembre sia davvero l’ultimo rinvio. In caso contrario, chiederemo un chiarimento in sede ministeriale: sarebbe imperdonabile che proprio la parte pubblica impedisse la realizzazione di un programma di riconversione industriale conquistato con anni di lotta e definito da un accordo condiviso anche dal Governo”.
Le segreterie regionali e partenopee di Fim, Fiom e Uilm, proprio per evitare che la burocrazia metta a rischio un progetto simbolo della lotta per la difesa dell’occupazione nel Mezzogiorno, hanno già chiesto al Prefetto un incontro urgente. L’obiettivo è far sì che si intervenga in tempi brevissimi per scongiurare il blocco definitivo dell’iniziativa.

OCCASIONE DI RILANCIO
Il progetto di riqualificazione dell’ex Whirlpool non è solo una promessa per i 294 lavoratori in attesa di reintegro: rappresenta anche un’importante occasione di rilancio industriale sostenibile per l’intera area est di Napoli. Un’occasione che non può e non deve essere sacrificata sull’altare dei ritardi amministrativi.
La Uilm continuerà a monitorare la vicenda e ad esercitare pressione politica e istituzionale, perché i patti si rispettano, e la dignità del lavoro non può aspettare ancora.

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