di Loretta Tani
La violenza economica è una forma di abuso spesso difficile da individuare, poiché si presenta sotto le sembianze di cura o affetto da parte dell’uomo. In molti casi, l’uomo riesce a persuadere la donna, utilizzando parole rassicuranti o pressioni psicologiche, a rinunciare allo studio, al lavoro o a una carriera. Le promette di prendersi cura delle finanze familiari, offrendole la possibilità di concentrarsi sui figli. In questo modo, la donna perde non solo l’opportunità di acquisire indipendenza economica, ma anche la possibilità di partecipare alla gestione delle risorse familiari e, in alcuni casi, di amministrare i propri beni. Le vittime di questa violenza appartengono a ogni ceto sociale e fascia di età. La spirale di abusi può condurre alla perdita di liquidità, a indebiti e, nei casi più estremi, a condizioni di povertà assoluta.
DIPENDENZA PSICOLOGICA
Pur non lasciando tracce visibili come le percosse, la violenza economica è altrettanto dannosa, subdola e difficile da riconoscere. Essa costringe le donne in una condizione di dipendenza psicologica ed economica dal partner, limitandone l’autonomia e la libertà di autodeterminazione. Una donna su tre che si rivolge ai centri anti-violenza è vittima di questa forma di abuso. Sebbene la violenza economica non sia esplicitamente contemplata nel nostro ordinamento giuridico, la Corte di Cassazione, con la sentenza n. 1268/25, ha riconosciuto questa forma di violenza come specifica, facendo riferimento alle normative internazionali, come la Convenzione di Istanbul per l’eliminazione di ogni forma di violenza, ratificata dall’Italia nel 2013.
Spesso, le donne che non lavorano sono percepite come “mantenute”, mentre il marito che lavora fuori casa è visto come un uomo che si sacrifica per la famiglia. Questa visione non solo sottovaluta il valore del lavoro di cura, ma impedisce anche un’adeguata riflessione sulla gestione economica della famiglia. Troppo spesso, la mancanza di autonomia economica non è una scelta consapevole, ma diventa una vera e propria forma di oppressione, controllo e privazione della libertà.
LA COMMISSIONE
Il principale obiettivo della Commissione Pari Opportunità di Fim Fiom Uilm Federmeccanica Assistal è stato, fin dal suo avvio, quello di costruire un percorso di informazione e formazione, coinvolgendo il maggior numero possibile di dipendenti del settore sui temi delle pari opportunità, per poi concentrarsi maggiormente, seppur con rammarico, sulla violenza contro le donne in tutte le sue forme. Inizialmente, è stato ideato il progetto GENERiamo Cultura, che ha visto la realizzazione di assemblee nei luoghi di lavoro, organizzate in collaborazione con le aziende e le RSU, per trattare il tema della violenza sulle donne. Successivamente, l’iniziativa si è estesa attraverso una collaborazione con la Commissione di Formazione, utilizzando il portale Mètapprendo, dove è stata sviluppata un’infografica sul tema della violenza e delle molestie contro le donne, che verrà seguita da un percorso formativo per i dipendenti delle aziende metalmeccaniche iscritte alla piattaforma.
VIOLENZA ECONOMICA
Il nostro lavoro con la Commissione di Formazione prosegue, e tra pochi giorni sarà pronta la seconda infografica, che affronterà il tema della violenza economica, una delle molteplici facce della violenza di genere. Anche in questo caso, abbiamo coinvolto esperti qualificati per creare un percorso formativo che favorisca una comprensione più approfondita dell’autonomia economica e finanziaria.
Oggi più che mai, è fondamentale comprendere come gestire le proprie finanze personali. Tra spese quotidiane, imprevisti e obiettivi a lungo termine, ogni decisione finanziaria ha il suo peso. L’alfabetizzazione economica include concetti fondamentali come reddito, risparmio, investimento, debito, inflazione e il funzionamento dei mercati e delle istituzioni economiche. Imparare a gestire meglio il proprio denaro non solo aiuta a mantenere un equilibrio di bilancio, ma permette anche di realizzare serenamente i propri progetti, senza compromettere la qualità della vita.
La lotta per l’uguaglianza è un cammino continuo e non si ferma mai. Ogni giorno ci offre una nuova opportunità per costruire un mondo più giusto, dove il rispetto reciproco e la parità siano i principi fondamentali che guidano le nostre azioni e le nostre scelte.
