di Mattia Spagnoli
Nel 1993 un gruppo lavoratori usciti da Evergomma, ora Evercompound, crea l’azienda Icme cooperativa per la produzione di motori elettrici. Inizialmente la sede era a Bologna, ma dopo un anno si stabilì a Fusignano, nel sito dove produce tutt’ora.
Nel 1997 la cooperativa si trovò ad affrontare un periodo di crisi molto pesante e fu proprio in quell’occasione che la famiglia Trevisiol, proprietaria di due stabilimenti a San Donà di Piave e Noventa, decise di acquisire l’azienda di Fusignano e di incorporarla, seppur con una propria ragione sociale, nella galassia di Lafert.
In questi anni, grazie alla Rsu in carica, viene firmato anche il primo contratto integrativo aziendale dove si riconosce un premio di produzione ai dipendenti.
Decaduta la Rsu dell’epoca non ci fu una rappresentanza unitaria fino al 2013, quando la Uilm riuscì a eleggere Massimiliano Gardini che grazie alla sua perseveranza riuscì a rinnovare il contratto integrativo aziendale con un premio di risultato più elevato in termini di remunerazione e riuscì a portare condizioni di maggior favore ai lavoratori istituendo un buono pasto.
UILM PRIMO SINDACATO
Nel 2018 la famiglia Trevisol vende il gruppo Lafert alla multinazionale Sumitomo, ma Icme Fusignano continua ad avere una sua indipendenza dal Gruppo. In contemporanea, grazie al buon lavoro fatto, la Uilm diventa il primo sindacato affrontando con massima professionalità le sfide che la attendono per migliorare la vita dei lavoratori all’interno dell’azienda.
Nelle elezioni del 3 marzo 2021 la Uilm per la prima volta diventa sindacato di maggioranza all’interno di Icme.
Il 10 ottobre 2022, l’azienda comunica l’acquisizione della società per incorporarla nella galassia di Lafert Group, controllata dalla multinazionale giapponese Sumitomo.
Durante questa operazione le due aziende prevedevano un fatturato in crescita, con molti investimenti nel sito di Fusignano, tanto che il 7 novembre 2023 la Rsu rinnova il contratto integrativo aziendale della durata di 4 anni, equiparandolo a quello delle sedi di San Donà e Noventa e apportando notevoli migliorie al contratto integrativo aziendale, dove, dopo una lunga contrattazione si riesce a ottenere lo stesso trattamento delle aziende venete.
IL NUOVO INTEGRATIVO
Il nuovo contratto integrativo aziendale prevedeva un premio fisso, chiamato terzo elemento, pari a 254,36 euro al 5° livello (scaglionati in tre anni), cosa che in Icme non esisteva; viene alzato da 1.000 euro a 1.650 euro lordi in premio di risultato per l’anno 2023, 1.750 euro lordi per l’anno 2024, 1.900 euro per l’anno 2025 e 2.150 euro per l’anno 2026. Per il sito di Fusignano ci sono notevoli migliorie non presenti nei contratti integrativi precedenti, grazie alla contrattazione la Uilm ribadisce più volte che i trattamenti dei lavoratori devono essere uguali in tutte le sedi e riusciamo a ottenere, assieme alla Fiom, una maggior contribuzione a carico azienda del 0,2% al fondo di previdenza integrativa; bonus nascite dove l’azienda riconosce 250 euro in welfare pari a 250 euro; integrazione del congedo parentale riconosciuto dall’Inps dal 30% al 50% da utilizzarsi senza alcuna interruzione con durata minima di 120 giorni; 30 ore di permessi riconosciuti per supportare l’inserimento scolastico dei figli nelle strutture di asili nido e scuole materne; 30 ore complessive di permessi per visite mediche utilizzabili anche per i figli. Vengono inoltre istituite le borse di studio dalla scuola secondaria di primo grado fino ai percorsi universitari e, infine, si istituisce la banca ore solidale.
LA CRISI
Purtroppo, il 30 marzo 2023 l’azienda accusa un calo degli ordinativi e durante gl’incontri fa percepire alla Rsu e alle organizzazioni sindacali che questa ondata di crisi sia congetturale e passeggera, dovuta al periodo di crisi globale che affronta la metalmeccanica e rassicura dicendo che metterà in campo tutto il necessario per risollevare le sorti dello stabilimento di Fusignano, come la ricerca di nuovi clienti e prodotti.
Lafert aveva quindi avviato la procedura di licenziamento collettivo con annessa chiusura del sito di Fusignano al 31 marzo 2025. La Uilm però si è opposta fortemente alla chiusura del sito, fino a ottenere dopo ampia contrattazione l’utilizzo del contatto di solidarietà per 12 mesi e il ritiro della procedura proprio in queste ore. Sicuramente un grande risultato frutto della nostra lotta che non ci deve fare abbassare ancora la guardia, perché la situazione di crisi non è risolta. Ci batteremo sempre per evitare la chiusura di un’azienda cruciale per il nostro territorio.
