Si è svolto il 26 febbraio scorso a Roma, presso l’Auditorium di Via Rieti, il Convegno organizzato dalla Uilm Nazionale sull’intelligenza artificiale. È stata una mattinata di studio coordinata dal dipartimento scientifico della UIL sull’intelligenza artificiale, guidato da Francesco Maria Gennaro.
Il primo importante appuntamento si è tenuto il 21 maggio 2024 in via Lucullo, nella sede della UIL, e da lì sono state messe in piedi diverse iniziative in tutta Italia e non solo. Due settimane fa, il dipartimento è stato ospite dei colleghi di Force Ouvrière nell’ambito degli appuntamenti del vertice di Parigi sull’Intelligenza Artificiale, per raccontare il punto di vista della Uil e il percorso messo in campo. La Uil anche su questo terreno si sta distinguendo dalle altre organizzazioni sindacali ed è convinta infatti che il movimento sindacale possa avere un ruolo da protagonista per rendere sostenibile e inclusiva la transizione digitale, che deve essere sostenuta con interventi legislativi e contrattuali e con investimenti in formazione, ricerca e in politiche pubbliche adeguate.
Presente ai lavori, oltre al Segretario generale Uilm Rocco Palombella, anche la Segretaria confederale Vera Buonomo.

UNO TSUNAMI INARRESTABILE
Ad aprire la discussione è stato Andrea Desantis, coordinatore del comitato tecnico della Uil, che ha illustrato con delle slides molto accurate l’evoluzione di questo strumento che parte da lontano, dal 1950, quando concetti filosofici avevano iniziato a promuovere il superamento dei limiti umani. Desantis ha sottolineato come ci troviamo nel mezzo di uno tsunami inarrestabile dove la resistenza è del tutto inutile. Chat GPT è solo una piccola onda che ci avverte dello tsunami e noi dobbiamo prepararci al meglio per poterlo affrontare e possibilmente gestire.
La platea di oltre 200 delegati Uilm provenienti da tutta Italia ha dato immediatamente vita a un acceso dibattito che ha indagato, come spesso succede, il concetto di “etica” dei sistemi di intelligenza artificiale.
Diversi esempi e video hanno mostrato come molte aziende utilizzino già da tempo l’intelligenza artificiale per fare, ad esempio, selezione del personale. Ma non solo, perché le opportunità sono infinite. Ecco perché è estremamente importante che i lavoratori acquisiscano le giuste conoscenze per rimettere il rapporto sullo stesso piano.
L’IA può essere integrata nei processi produttivi per migliorare la qualità e la professionalità del lavoro, la sicurezza, ridurre i tempi di lavoro e aumentare la sostenibilità ambientale. Dobbiamo essere pronti ad affrontare i cambiamenti in atto, ma anche a guidarli. Ha enormi potenzialità, ma va gestita con delle buone regole e con il coinvolgimento sì delle imprese, ma anche e soprattutto dei lavoratori. L’obiettivo del Convegno era proprio quello di provare a capire come considerare l’IA un alleato potente da usare per migliorare il lavoro e le vite lavorative. C’è bisogno di spiegare ai lavoratori che certi algoritmi sono usati nella gestione dell’attività professionale e bisogna fare una valutazione dei risultati di questi modelli altrimenti il rischio è che il lavoratore non sia al corrente di come vengono usati. In una parola serve formazione.

I NUMERI SULL’AI
È stata poi la volta di Fabio Piacenti, presidente Eures Ricerche, che ha illustrato alcuni dati sull’AI in relazione ad altri Paesi del mondo, dell’Europa e alla stessa Italia.
I dati Istat dicono che oggi a utilizzare strumenti di Intelligenza Artificiale sono circa il 25% delle grandi imprese (notoriamente pochissime in Italia) e solo il 5% delle PMI.
Nel frattempo, la presidente della Commissione europea Ursula Von der Leyen ha lanciato l’iniziativa InvestAI, con la quale mobiliterà “200 miliardi di investimenti” nell’intelligenza artificiale. L’iniziativa prevede anche un fondo europeo di “20 miliardi per le gigafactory”, ovvero le fabbriche dell’IA con le quali Bruxelles vuole sviluppare una Intelligenza Artificiale europea.
Studi e ricerche, come quelli del World Economic Forum, suggeriscono che entro il 2025 molti lavori esistenti subiranno dei cambiamenti significativi. Tuttavia, è importante sottolineare che non significa semplicemente la perdita di posti di lavoro. Piuttosto, sta emergendo una trasformazione del mercato del lavoro che vedrà una crescente domanda di nuove competenze.
Il nostro intento, oggi e in futuro, è quello di prepararci a queste sfide e opportunità.
Tornando all’Italia tutti gli studi, ne sono usciti tanti, ci dicono la stessa cosa: le piccole imprese (più del 90% nel nostro Paese) vorrebbero usare software di IA ma non sanno come, e soprattutto a chi affidarsi magari perché sul mercato non ci sono competenze e le poche che ci sono purtroppo lasciano il Belpaese.

IL LAVORO DELLA UIL
Francesco Maria Gennaro ha quindi chiuso il cerchio della discussione raccontando con enfasi e in modo appassionato l’impegno che la Uil sta mettendo per diffondere conoscenza su questa tematica con l’obiettivo di avere un posto in prima fila in questa grande sfida. Perché è indispensabile che il sindacato non resti indietro, ma sia partecipe e guidi il percorso di trasformazione affinché si arrivi a stabilire delle regole per un’intelligenza artificiale che abbia al centro le persone. Il sindacato può e deve giocare un ruolo da protagonista.
Questo sarà anche l’obiettivo dell’iniziativa Uil Camp 2025, dove i cento giovani che vi prenderanno parte avranno l’occasione di approfondire ancora di più e meglio la tematica dell’intelligenza artificiale per trasferirla poi all’interno delle categorie di appartenenza.
A concludere l’intensa mattinata è stato Rocco Palombella che ha sottolineato come “l’intelligenza artificiale sta rivoluzionando e rivoluzionerà ogni aspetto della vita sociale e occupazionale e per questo dobbiamo gestirlo e non demonizzarlo. Il progresso tecnologico non si può fermare ma deve essere governato per salvaguardare l’occupazione e il patrimonio industriale. Solamente le associazioni libere come le nostre possono realizzare queste giornate di approfondimento senza pregiudiziali, analizzando il merito della questione e trovare gli strumenti adatti per il bene dei lavoratori e dei cittadini”.
