“Le dimissioni del sindaco di Taranto Bitetti rappresentano un gesto estremo frutto del conflitto che, col passare degli anni, si è generato intorno all’Ilva. In molti dovrebbero interrogarsi sulle azioni che hanno svolto nel tempo e che hanno portato a questo drammatico risultato. Si è partiti con l’obiettivo di chiudere le fonti inquinanti: dalle reti frangivento si è passati alla copertura totale dei parchi primari, secondari e di tutti i nastri trasportatori, sono stati installati i filtri Meros agli impianti di agglomerazione, è stato fermato l’afo 5, sono state fermate otto batterie a coke su dodici e sono stati spesi 2 miliardi di investimenti ambientali. La produzione è passata da 10 milioni di tonnellate all’anno a meno di due e il famoso ciclo integrale, fiore all’occhiello negli anni Settanta, ormai è nella fase terminale con gli altiforni a fine vita, solo uno in esercizio, 4.500 lavoratori sociali in cassa integrazione e altre migliaia nell’appalto”. Così il Segretario generale Uilm, Rocco Palombella.
“Nessuno ha parlato di chiusura – continua il leader Uilm – nei fatti però è l’obiettivo di chi continua a rifiutare il piano di passaggio dal ciclo integrale ai forni elettrici. Non si può mettere in vendita l’Ilva senza avere un piano industriale chiaro con investimenti precisi, per questo continuiamo a rivendicare la presenza dello Stato fino alla totale decarbonizzazione”.
“I forni elettrici hanno bisogno della materia prima (DRI) – spiega Palombella – senza la costruzione graduale di quattro forni elettrici, di cui uno a Genova, quattro impianti di DRI e 5 miliardi di metri cubi di gas lo stabilimento di Taranto chiuderà nel giro di pochissimo tempo e di conseguenza tutti gli altri stabilimenti italiani del Gruppo. È questo l’obiettivo? Se è così, meglio dirlo chiaramente. Vorrà dire che gestiremo un dramma sociale, ambientale, occupazionale e produttivo senza precedenti”.
“Con l’Ilva green invece – aggiunge – ripartirebbero gli impianti a freddo, si ridurrebbe una parte degli esuberi e un’altra parte verrebbe gestita con un accordo di programma con l’impegno del Governo su una legge speciale, per risarcire i lavoratori e la città del danno subìto. Questa rimane l’unica condizione per iniziare la fase di bonifica di tutte le aree che saranno dismesse”.
“Questo è quello che ripetiamo da tempo – conclude Palombella – condanniamo qualsiasi forma di qualunquismo e di strumentalizzazione politica su temi così delicati che riguardano la salute delle persone, il rispetto dell’ambiente e la salvaguardia del lavoro. Ora è il tempo delle responsabilità, il sindaco Bitetti, a cui va la mia piena solidarietà, ritiri le sue dimissioni e gestisca la più complicata vertenza degli ultimi tempi”.
Ufficio Stampa UILM
