“L’incontro di oggi si è svolto in un clima drammatico, dopo la perdita di due giovani padri di famiglia, il 12 gennaio e il 2 marzo scorsi. Quanto accaduto a Taranto è assolutamente inaccettabile, per questo abbiamo ribadito che se lo stabilimento rimane in marcia può farlo solo a patto che sia garantita la totale sicurezza delle vite umane che lavorano sugli impianti. Per questa ragione abbiamo chiesto al Governo di assumersi le sue responsabilità pertanto il Ministro del lavoro invierà nei prossimi giorni gli ispettori a verificare lo stato di tutti gli impianti. Inoltre abbiamo chiesto nuovamente il rispetto della normativa che avrebbe dovuto escludere i lavoratori impattati in attività di manutenzione dalla rotazione della cigs e seguiranno le verifiche ministeriali”. Lo hanno dichiarato il Segretario generale della Uilm, Rocco Palombella, e il Segretario generale della Uilm di Taranto, Davide Sperti, a margine del tavolo convocato a Palazzo Chigi sulla situazione dell’ex Ilva.
“Quanto accaduto a Taranto – hanno spiegato – ha generato forte allarme tra i lavoratori, il sindacato e i cittadini. È mandatoria un’azione straordinaria che analizzi tutti i possibili rischi e rafforzi i sistemi di prevenzione. Occorre verificare l’organizzazione delle manutenzioni, il coordinamento tra chi opera sugli impianti e chi ne ha la responsabilità, le procedure di sicurezza e le risorse disponibili. Non basta affermare che le attività devono svolgersi in sicurezza: bisogna garantire concretamente che ciò avvenga. Da questo confronto – hanno sottolineato – parte inoltre l’avvio immediato di un tavolo sulla sicurezza tra azienda, organizzazioni sindacali e Ministero del Lavoro, con l’obiettivo di affrontare nel dettaglio tutte le criticità e rafforzare le misure di prevenzione negli stabilimenti”.
“Il governo – hanno aggiunto Palombella e Sperti – deve fare chiarezza sul processo di vendita dell’azienda che va avanti da tempo. I lavoratori e le loro famiglie hanno il diritto di sapere quale sarà il loro futuro”.
“Parliamo di migliaia di lavoratori diretti, di Ilva AS e dell’indotto che non possono restare sospesi in una situazione di incertezza permanente. È necessario – hanno concluso – individuare rapidamente tutte le soluzioni possibili, sia sul piano industriale sia attraverso strumenti straordinari e di giustizia sociale adeguati, per risarcire e tutelare il destino di chi ha pagato il prezzo più alto in questi lunghi anni. È quello che ci aspettiamo di sapere al prossimo incontro che si terrà sempre a Palazzo Chigi entro marzo”.
