“Ancora una volta è stata esperita la procedura per la proroga della cassa integrazione per 4450 lavoratori senza l’accordo con il sindacato. La proroga della Cigs certifica il fallimento del governo nel rilanciare l’ex Ilva. Ormai da quasi due anni il MIMIT si ostina a ricercare potenziali o improbabili investitori senza aver risanato l’ex ILVA. AdI in AS continua a gestire il più grande gruppo siderurgico italiano ed europeo con pochissime risorse economiche che non consente sufficienti investimenti su impianti, sicurezza ed ambiente mentre i lavoratori continuano a subire la sofferenza degli ammortizzatori sociali senza alcuna prospettiva”. Lo dichiara Guglielmo Gambardella, Segretario nazionale Uilm.
“Il governo non vuole prendere atto della drammatica situazione in cui versano stabilimenti e lavoratori, diretti ed indiretti – evidenzia Gambardella – A partire dallo stabilimento di Taranto ci sono intere aree interdette per mancanza di sicurezza. Senza risorse e con un solo altoforno in marcia, l’azienda si sta lentamente fermando”.
“Siamo a chiedere ancora una volta al governo di assumere la decisione di nazionalizzare transitoriamente l’ex Ilva e realizzare un piano industriale per ridare valore all’azienda, come previsto dal piano dei commissari, e realizzare un piano sociale per risarcire lavoratori che dal 2012 hanno subito le conseguenze di questa vertenza – aggiunge – se non ci sarà questo, la vicenda assume un profilo di accanimento terapeutico”.
“Fra l’altro – prosegue – oggi non abbiamo ottenuto neanche la copertura all’integrazione per tutta la durata della nuova Cigs perché verrà riconosciuto presumibilmente fino ad ottobre. Il governo nell’ultimo incontro si era impegnato a riconvocare il tavolo a Palazzo Chigi entro il mese di marzo ma questo non è avvenuto”.
“Se ciò non avverrà in tempi brevi, dovremmo pensare di assumere le iniziative necessarie affinché l’impegno venga mantenuto – conclude – i lavoratori attendono risposte, non annunci. I lavoratori chiedono il lavoro, sicuro e salubre, non gli ammortizzatori sociali sine die”.
Ufficio Stampa UILM
