ENGINEERING Piano Industriale: chiusura dello stato di agitazione, resta alta l’attenzione su occupazione e futuro del Gruppo.

 

 Si è svolto nella giornata del 6 maggio 2026 l’incontro con l’Amministratore Delegato Aldo Bisio per la presentazione del piano industriale aziendale.

Nel corso dell’incontro, l’azienda ha illustrato il quadro di mercato del settore ICT, evidenziando una crescita trainata dall’innovazione tecnologica anche oltre la fase conclusiva del PNRR, seppure con andamenti differenziati tra i vari comparti. In particolare, risultano in espansione i segmenti legati al cloud e alla cybersecurity, mentre le attività più tradizionali e collegate al legacy continuano a registrare una contrazione.

L’azienda ha individuato quattro direttrici strategiche sulle quali intende sviluppare il proprio percorso industriale:

– valorizzazione dei prodotti software;

– accelerazione della crescita dei servizi digitali e dell’Intelligenza Artificiale, anche attraverso il progetto di AI sovrana recentemente presentato al Senato;

– incremento della marginalità e miglioramento della leva operativa, mediante l’utilizzo dell’IA, una diversa gestione dei fornitori e interventi di riqualificazione e rifocalizzazione delle competenze interne;

– riduzione dell’indebitamento aziendale, anche attraverso la valutazione di eventuali operazioni di cessione di asset.

Dal punto di vista sindacale, la presentazione del piano conclude l’ultimo passaggio propedeutico all’avvio delle assemblee delle lavoratrici e dei lavoratori, che partiranno dalla prossima settimana in vista del voto sugli accordi.

Alla luce del percorso svolto e degli impegni assunti nel confronto sindacale, le Organizzazioni sindacali comunicano la chiusura dello stato di agitazione, mantenendo tuttavia alta l’attenzione sul rispetto degli accordi e sull’evoluzione del piano industriale.

Riteniamo però necessario evidenziare fin da subito alcuni elementi di forte preoccupazione.

La prospettiva di cessione di asset – definizione dietro la quale si concretizza il rischio di trasferimento di lavoratrici e lavoratori verso altre realtà – rappresenta una netta e dolorosa discontinuità rispetto alla storia e all’identità del gruppo. Una scelta che stigmatizziamo con forza.

Non sono state le lavoratrici e i lavoratori a determinare l’attuale livello di indebitamento aziendale. Per questo motivo respingiamo qualsiasi ipotesi che possa tradursi in uno smembramento del gruppo, nella perdita di perimetro industriale o nella messa in discussione della continuità occupazionale e delle tutele collettive.

Allo stesso tempo, riteniamo indispensabile che la trasformazione tecnologica e l’evoluzione delle competenze diventino una reale priorità strategica. Investire nella formazione, nella riqualificazione e nella valorizzazione professionale delle persone deve rappresentare una condizione fondamentale affinché lavoratrici e lavoratori continuino a essere parte centrale del futuro industriale dell’azienda.

Su questi punti sarà necessaria una vigilanza costante da parte sindacale rispetto all’applicazione degli accordi sottoscritti, ricorrendo, ove necessario, anche agli strumenti di verifica istituzionale e ministeriale in presenza di eventuali criticità.

Invitiamo tutte le lavoratrici e tutti i lavoratori a partecipare numerosi alle assemblee che si svolgeranno nei prossimi giorni, momento fondamentale di confronto, informazione e partecipazione democratica rispetto alle scelte che riguardano il futuro occupazionale e industriale del gruppo.

 

 

Fim, Fiom, Uilm nazionali