DOCUMENTO FINALE DELL’ASSEMBLEA NAZIONALE UILM
Si è svolta il 2 e 3 ottobre 2025 a Roma, presso il Teatro Italia, l’Assemblea nazionale della Uilm dal titolo “Contratti. Diritti. Futuro. Diamo valore alla manifattura”. Un appuntamento ormai consolidato che rappresenta il momento di confronto più importante per la nostra organizzazione, occasione di sintesi e di rilancio delle nostre rivendicazioni.
Alla presenza di oltre 500 delegate e delegati provenienti da tutta Italia, della Segreteria nazionale, dei Segretari territoriali e regionali, nonché della Segreteria confederale Uil, il dibattito ha affrontato con chiarezza le sfide cruciali che investono il lavoro, l’industria e il futuro del nostro Paese. Ad aprire i lavori, dopo i saluti istituzionali, è stato il Segretario generale Rocco Palombella, che ha presentato la relazione introduttiva condivisa con la Segreteria nazionale. Le conclusioni della prima giornata sono state affidate al Segretario generale della Uil PierPaolo Bombardieri, che ha arricchito il confronto con una prospettiva confederale. Durante la seconda giornata, è intervenuto Emanuele Ronzoni, Segretario organizzativo Uil.
Il 2025 resterà purtroppo nella memoria come l’anno con il più alto numero di conflitti aperti, dall’Ucraina a Gaza, con devastazioni e migliaia di vittime civili. A ciò si aggiungono le scelte unilaterali degli Stati Uniti sui dazi che mettono a rischio centinaia di migliaia di posti di lavoro in Europa e in Italia. L’Assemblea ribadisce il proprio impegno per la pace, sia a Gaza che in Ucraina, ma anche per gli altri conflitti “dimenticati” nel resto del mondo, per il cessate il fuoco immediato e per un’Europa più forte e coesa, capace di rappresentare un esempio di democrazia, di sviluppo e di solidarietà.
Il nostro Paese continua a scontare problemi strutturali: un debito pubblico oltre i 3mila miliardi, salari tra i più bassi d’Europa, evasione fiscale e disuguaglianze crescenti.
La Uilm sostiene le proposte della Uil e l’Assemblea nazionale ha pertanto individuato alcune priorità:
- un fisco più equo con meno tasse su lavoratori e pensionati, combattendo l’evasione fiscale e tassando gli extraprofitti e le rendite finanziarie;
- la lotta alla precarietà e la valorizzazione del lavoro stabile e sicuro, per la buona occupazione;
- la detassazione degli aumenti contrattuali;
- una riforma delle pensioni che tenga conto che i lavori non sono tutti uguali;
- interventi strutturali su natalità, sanità e scuola.
La Uilm aderisce, inoltre, convintamente alle campagne Uil come “Zero Morti sul Lavoro” e la mobilitazione contro la precarietà “No ai lavoratori fantasma”.
Sul fronte industriale, l’Assemblea ha riflettuto sulla crisi profonda che investe settori strategici del comparto metalmeccanico: automotive, siderurgia, elettrodomestici, telecomunicazioni e denunciato l’assenza di qualsiasi idea di politica industriale.
La situazione europea, segnata da scelte contraddittorie e dannose per i lavoratori e per la manifattura, è stata al centro del dibattito. Il Green Deal, nato per essere un progetto di sviluppo sostenibile, si è trasformato in un vincolo che ha prodotto squilibri tra gli Stati membri e ha penalizzato l’industria italiana ed europea.
La transizione alla mobilità elettrica, con il termine del 2035 per il motore endotermico, addirittura anticipato da Stellantis al 2030, rischia di diventare un processo non governato che mette a repentaglio centinaia di migliaia di posti di lavoro. Occorre puntare sulla neutralità tecnologica!
L’Europa ha imposto vincoli e sanzioni ai propri produttori mentre ha lasciato campo libero ai concorrenti asiatici: basti pensare che, nonostante i dazi, nel 2025 saranno importate in Europa 800 mila auto dalla Cina.
Per la Uilm non si può continuare su questa strada: occorre un piano industriale europeo che unisca gli Stati membri su politiche fiscali, contrattuali, energetiche e ambientali, per sostenere le produzioni, difendere l’occupazione e dare un futuro certo all’industria manifatturiera.
Per quanto riguarda Stellantis, il Gruppo pur senza licenziamenti ha ridotto di oltre 15mila unità i posti di lavoro. Molti stabilimenti sono praticamente fermi e i piani industriali sono incerti. Nell’incontro con il nuovo amministratore delegato Filosa, previsto per il 20 ottobre la Uilm chiederà certezze, nuovi modelli e nuove adeguate motorizzazioni per tutti gli stabilimenti italiani.
Nel frattempo, l’ex Ilva resta in una condizione di emergenza cronica. Dopo il fallimento dell’ennesima gara e la chiusura del concordato preventivo con l’aumento dei numeri dei lavoratori in cassa integrazione da 3 mila a 4.500, il rischio di chiusura è sempre più concreto. La Uilm chiede con forza l’unica strada ormai percorribile: la nazionalizzazione.
Anche nei settori degli elettrodomestici e delle telecomunicazioni continuano chiusure e delocalizzazioni. La Uilm quindi chiede politiche industriali vere, investimenti pubblici e privati per “Dare valore alla manifattura”.
L’Assemblea conferma che l’innovazione tecnologica e l’intelligenza artificiale devono essere governate e messe al servizio delle persone, non dei profitti. Per la Uilm dovranno rappresentante una leva per ridurre l’orario di lavoro, migliorare produttività e benessere, rendere il lavoro più sicuro e dignitoso.
La stagione contrattuale in corso è tra le più difficili degli ultimi decenni. Nonostante le difficoltà presenti nel settore, sono stati rinnovati quasi tutti i contratti: il CCSL, quello dell’artigianato, quello delle cooperative, l’accordo salariale biennale raggiunto con Unionmeccanica-Confapi. Ma restano da rinnovare il contratto dell’industria orafa e argentiera e, naturalmente, quello di Federmeccanica-Assistal.
Dopo 40 ore di sciopero e mesi di mobilitazioni, la Uilm ribadisce l’importanza e il rispetto della piattaforma voluta e approvata dai lavoratori. Tra i punti fondamentali e irrinunciabili:
- gli aumenti salariali;
- la sperimentazione della riduzione dell’orario di lavoro a 35 ore a parità di salario;
- il rafforzamento della sanità integrativa, della previdenza complementare e dei diritti di
Il confronto con Federmeccanica e Assistal riprenderà in plenaria il prossimo 6 ottobre. Il clima sembra essere tornato costruttivo, adesso è necessario arrivare al rinnovo del CCNL nel più breve tempo possibile.
L’Assemblea riafferma che “più salario, meno orario” non è uno slogan ma un’esigenza concreta e pressante delle lavoratrici e dei lavoratori metalmeccanici.
La Uil e la Uilm sono alla vigilia della fase congressuale che si svolgerà:
- dal 1° dicembre 2025 al 15 febbraio 2026 si svolgeranno le Assemblee degli iscritti – GAU e Leghe;
- dal 16 febbraio 2026 al 23 aprile 2026 si svolgeranno i Congressi delle Strutture Territoriali e Regionali di Categoria, oltre a quelli delle Strutture Territoriali Confederali,
- dal 27 aprile 2026 al 27 giugno 2026 si terranno invece i Congressi delle Unioni Nazionali di Categoria e Unioni Regionali.
Il Congresso Nazionale si svolgerà a Bari dal 10 al 12 giugno.
L’Assemblea nazionale della Uilm 2025, conferma l’impegno di tutti nei prossimi mesi per dare valore alla manifattura, difendere l’occupazione, incrementare i salari e ridurre gli orari, ridare dignità al lavoro e costruire un Paese più giusto, più eguale, più coeso.
Nel Consiglio nazionale, riunitosi al termine dell’Assemblea, sono stati eletti nella Segreteria nazionale Davide Sperti e Raffaella Verde.
Roma, 3 ottobre 2025
Approvato all’uninimità
