Si è tenuto a Roma, lunedì 25 maggio 2026, il tavolo di monitoraggio tra le Organizzazioni Sindacali e i vertici aziendali del Gruppo Dema/Adler per fare il punto sull’avanzamento del piano industriale, della riorganizzazione societaria in regime di concordato e sulla gestione degli ammortizzatori sociali. Dall’incontro è emerso un quadro caratterizzato da importanti passi avanti sul fronte economico-commerciale, ma che presenta ancora ritardi sul fronte del rilancio produttivo e della gestione del personale.
L’azienda ha illustrato una netta inversione di tendenza dal punto di vista finanziario. L’efficientamento dei costi (in particolare su materiali e servizi) porterà a un dimezzamento delle perdite attese per il 2025 rispetto all’anno precedente.
Sul fronte commerciale registriamo due elementi fondamentali per la tenuta del Gruppo:
- Aumento dei listini: I prezzi di fornitura ai grandi committenti (Leonardo, Airbus, ecc.) sono stati rinegoziati con un incremento medio tra il 15% e il 20%.
- Contratto “Ombrello”: è stato definito un accordo vitale con il gruppo Leonardo che vincola i prezzi al reale costo delle materie prime, garantendo che le fluttuazioni del mercato siano coperte dai committenti a fine anno.
Se da un lato la struttura commerciale ha portato risultati concreti, dall’altro la fabbrica sconta pesanti rallentamenti.
- A Brindisi procedono gli investimenti tecnologici (sistema MES e trasferimento macchinari), ma a Somma Vesuviana il progetto dell’Academy di ricerca è fermo per temi burocratici regionali.
- Il pieno passaggio delle attività in Adler Aero a Brindisi subisce ritardi legati a necessarie e urgenti messe a norma ambientali e autorizzative, ereditate dalla precedente gestione del Fondo, emerse nei mesi scorsi.
- L’azienda ha confermato che la perdurante difficoltà nell’approvvigionamento dei materiali, è dovuta all’assenza di accesso al credito con i fornitori, che oggi è interamente coperto dalla proprietà. Una situazione che occorre risolvere rapidamente poiché essenziale alla ripartenza e al rilancio
Il vero punto di verifica del tavolo ha riguardato la gestione del personale attualmente in Cassa Integrazione (CIG) che pesa in media per il 23-25% sulle ore lavorabili.
Come Coordinamento abbiamo affermato con forza che la mancanza di materiali non deve essere un alibi ed è arrivato il momento per investire nel training on the job e nell’affiancamento. Disperdere le competenze tecniche e artigianali ora, significa farsi trovare impreparati quando i volumi produttivi (garantiti dai nuovi contratti) ripartiranno. L’azienda ha il dovere di mitigare l’impatto economico sui lavoratori e far ripartire la formazione interna.
Al termine del confronto abbiamo condiviso con l’azienda un percorso condiviso e graduale volto a reinserire e riqualificare il personale attualmente sospeso, a partire dai lavoratori precedentemente impegnati nella “meccanica” di Somma Vesuviana.
Fim Fiom Uilm riconoscono gli sforzi e i capitali messi in campo dalla proprietà per salvare il Gruppo, riteniamo che è il momento che il salvataggio si traduca in dignità lavorativa, sicurezza nei reparti e rilancio operativo per tutte le maestranze.
Fim Fiom Uilm non accetteranno ulteriori tentennamenti che possano mettere a repentaglio il futuro dei lavoratori del Gruppo.
Le Segreterie Nazionali FIM FIOM UILM
