DANA GRAZIANO/ALLISON TRANSMISSION Richiesti ulteriori approfondimenti rispetto la scelta aziendale di delocalizzare in India 81 codici di particolari Cnh prodotti nei siti italiani.

Richiesto impegno aziendale ad approfondire in dettagli nei singoli stabilimenti l’impatto di tale scelta.

In data 2 aprile presso la sede dell’Unione Industriali di Torino si è tenuto l’incontro di aggiornamento della situazione aziendale tra la dirigenza Dana Graziano e il Coordinamento nazionale di FIM FIOM UILM, inerente la delocalizzazione di 81 codici.

Nella premessa iniziale della riunione l’Azienda ha annunciato e rappresentato al Coordinamento sindacale la nuova organizzazione del Management di Dana Graziano, ha illustrato la ancora complicata situazione di mercato, che vede per tutto il 2026 il permane di una crisi per i mercati nel settore agricolo, che in Europa continua ad essere molto debole per il mercato delle Costruzioni le cui aspettative rimangono basse per i prossimi mesi.

La situazione internazionale, le politiche dei dazi commerciali, le guerre e il quadro geopolitico sono tra i principali fattori che determinano l’incertezza dei mercati, non sono ancora considerati nella presentazione aziendale gli impatti che arriveranno dalla nuova guerra in Medio Oriente e dall’aumento dei costi energetici, impatto che sarà quantificabile da giugno.

Per quanto riguarda lo spostamento dei codici verso l’India, l’Azienda ha nuovamente comunicato che la scelta è stata dettata dalla società CNH in seguito la rinnovata assegnazione per ulteriori tre anni dei loro prodotti, che rappresentano circa il 30 % del fatturato italiano di DANA GRAZIANO. L’impatto della delocalizzazione dei codici si avrà nei prossimi 18/24 mesi e coinvolgerà 16 lavoratori (2 nel 2026, 10 nel 2027, 4 nel 2028).

Ci hanno genericamente illustrato i criteri di scelta dei 81 componenti da dismettere in Italia:

  • prodotti considerati non strategici;
  • parti con redditività bassa;
  • parti con volumi in diminuzione nei prossimi anni.

Come compensazione l’Azienda ha comunicato che i nuovi prodotti già acquisiti porteranno, stante i volumi previsti ad un incremento di 34 persone in più (10 nel 2026, 13 nel 2027, 9 nel 2028). I 81 codici che verranno delocalizzati sono equamente distribuiti tra lo stabilimento di Rivoli e Bari e parimenti suddiviso sarà l’incremento del personale.

Il Coordinamento sindacale considera le informazioni ricevute dall’Azienda troppo generiche e non adeguate per avere una dettagliata situazione sito per sito, rispetto al reale impatto che potrà determinarsi negli stabilimenti. Proprio per questa ragione è stato richiesto di approfondire con le RSU in tutte le realtà coinvolte dalla delocalizzazione, con incontri per entrare nello specifico codice per codice.

L’Azienda ci ha comunicato che prevedono complessivamente un investimento per l’intero gruppo di circa 14 milioni per l’anno in corso, .il dato Ebit per il 2026 è fissato a 0.9, per comprenderci l’hanno scorso era 0,6 % e non ha pagato nulla, abbiamo chiuso a meno 4,34%.

Come ultimo punto l’Azienda ha nuovamente richiesto di fare ricorso ad un accordo per uscite incentivate. Il Coordinamento sindacale ha richiesto di rinviare questa discussione a dopo una riunione specifica delle organizzazioni sindacali che si terrà il 27 aprile.

Sarà nostra cura rapportarsi con tutti i lavoratori per illustrare la decisione sindacale.

Fim, Fiom, Uilm nazionali