Consiglio Uilm Friuli-Venezia Giulia; Palombella (UILM): “Segnali contrastanti, ma il rinnovo del CCNL resta centrale per dare stabilità e prospettive al settore”

“Il Friuli-Venezia Giulia conta circa 55mila metalmeccanici, tutti interessati dal rinnovo del CCNL Federmeccanica-Assistal. I dati sulla cassa integrazione nei primi nove mesi del 2025 mostrano un lieve miglioramento rispetto allo scorso anno, con 10,1 milioni di ore utilizzate, in diminuzione del 10%. Tuttavia, il settore industriale e in particolare quello metalmeccanico continuano a rappresentare oltre il 60% del totale delle ore di ammortizzatori sociali, a dimostrazione di una fragilità strutturale che non può essere sottovalutata”. Così il Segretario generale UILM, Rocco Palombella, a margine del Consiglio Uilm Friuli-Venezia Giulia.

“Pordenone resta la provincia più colpita con 4,5 milioni di ore di cassa integrazione, seguita da Udine con 3,5 milioni. Anche se i numeri sono in calo rispetto al 2024, il 2026 si è aperto all’insegna dell’incertezza, soprattutto in territori a forte vocazione manifatturiera, dove molte aziende hanno ripreso l’attività solo a gennaio e con modalità differenziate”, aggiunge Palombella.

“Le principali preoccupazioni riguardano l’automotive e le filiere collegate, dalla meccanica generale alla siderurgia, dalle lavorazioni del metallo alle fonderie, fino al meccanotessile. Permangono inoltre interrogativi sul settore dell’elettrodomestico, non tanto sui volumi produttivi, quanto sulle prospettive industriali future delle multinazionali presenti sul territorio”, sottolinea il leader Uilm.

“Accanto alle criticità – prosegue – registriamo anche vertenze che dimostrano come una politica industriale orientata alla salvaguardia occupazionale possa dare risultati. È il caso di Wartsila, da cui è nata Innoway, con un piano che prevede il riassorbimento di tutti i 251 lavoratori entro il 2027, e di Flex a Trieste, dove l’accordo siglato a settembre 2025 ha garantito la tutela delle maestranze e un investimento di circa 70 milioni di dollari, con prospettive di crescita occupazionale. Restano invece aperte criticità infrastrutturali alla Ferriera Arvedi, che incidono pesantemente sulla qualità della vita dei lavoratori”.

“Fincantieri Monfalcone rappresenta un punto di forza per l’intera regione, con carichi di lavoro garantiti per i prossimi anni e prospettive di incremento occupazionale sia nella produzione che nella progettazione. Tuttavia, permangono problemi legati alla gestione degli appalti e ai temi dell’immigrazione, che devono essere affrontati con responsabilità e visione”, evidenzia Palombella.

“Il rinnovo del CCNL dei metalmeccanici – conclude – resta lo strumento fondamentale per dare stabilità, salario e diritti ai lavoratori. In un contesto fatto di luci e ombre come quello del Friuli-Venezia Giulia, serve un contratto che restituisca potere d’acquisto, valorizzi le competenze e accompagni le trasformazioni industriali senza scaricarne i costi su chi lavora. È da qui che passa il futuro della manifattura e dell’occupazione di qualità”.

Ufficio Stampa UILM