Consiglio Uilm Emilia-Romagna; Palombella (Uilm): “Per combattere la crisi servono politiche industriali e applicazione del Contratto”

“La situazione del settore metalmeccanico in Emilia-Romagna si conferma complessa e frammentata, con territori e comparti che reagiscono in modo diverso a una crisi che non ha un’unica causa ma nasce da fattori molteplici: automotive in difficoltà, incertezza sugli investimenti, costi energetici, dazi e assenza di politiche industriali strutturate”. Così il Segretario generale Uilm, Rocco Palombella.

“A Bologna – prosegue Palombella – il 2025 è stato particolarmente complicato per realtà simbolo come Ducati, che ha registrato una significativa riduzione della produzione a causa della forte contrazione del mercato delle due ruote, con effetti diretti anche sull’indotto e sul ricorso agli ammortizzatori sociali. Preoccupano inoltre le prospettive per il 2026, aggravate dai dazi, dalla svalutazione del dollaro e dall’aumento dei costi delle materie prime. Critica anche la situazione di Marelli, in particolare per il sito bolognese della ricerca e sviluppo, con ricadute su tutta la filiera”.

“Nel complesso del territorio regionale – aggiunge – si registra nel 2025 un forte aumento della richiesta di cassa integrazione, soprattutto nelle aziende legate all’automotive e ai mercati esteri, in particolare quello tedesco. Accanto alle criticità, emergono però anche segnali positivi in alcuni comparti come il packaging e il TLC, che beneficiano della ripresa degli investimenti e del PNRR, pur in un quadro di marginalità ancora debole”.

“Situazioni molto differenziate – spiega il leader Uilm – si riscontrano nelle province: a Piacenza e Parma il settore mostra una tenuta complessiva, mentre a Reggio Emilia e Ferrara la produzione resta in calo da diversi anni e la gestione delle crisi è stata possibile solo grazie a un utilizzo responsabile degli ammortizzatori sociali e alla contrattazione sindacale, che ha evitato licenziamenti unilaterali. Restano invece fortemente critiche alcune vertenze industriali, dove mancano ancora prospettive chiare di rilancio”.

“A Modena – sottolinea Palombella – il comparto metalmeccanico attraversa una fase di forte incertezza, con un aumento significativo del ricorso alla cassa integrazione, in particolare nei settori automotive e meccano-ceramico, nonostante segnali di tenuta nell’export e alcune eccellenze del comparto lusso”.

“Il rinnovo del CCNL Federmeccanica-Assistal – conclude Palombella – rappresenta oggi uno strumento fondamentale per dare risposte concrete ai lavoratori in termini di salario, diritti e tutele. Ora è necessario applicarlo pienamente in tutti i territori e affiancarlo a politiche industriali vere, perché senza industria non c’è occupazione di qualità né futuro per il Paese”.