Consiglio Uilm chieti-pescara; Palombella (Uilm): “Servono risposte immediate da Stellantis. Il rinnovo del CCNL Federmeccanica e Assistal E’ indispensabile per il futuro dei lavoratori metalmeccanici”

“Il settore automotive in Italia attraversa una fase di grande difficoltà, come dimostrano i numeri dello stabilimento ex Sevel di Atessa. Attualmente i dipendenti sono circa 4.400, ma tra giugno e luglio si sono registrate 402 uscite tra pensionamenti e incentivi. Negli ultimi quattro anni lo stabilimento ha perso 1.600 posti di lavoro. A ciò si aggiunge il contratto di solidarietà, in vigore fino al 31 dicembre 2025, che fotografa una condizione di forte incertezza per migliaia di famiglie”, dichiara il Segretario generale della Uilm, Rocco Palombella.

“La crisi dell’automotive in Italia non dipende solo dall’elettrico – spiega il leader Uilm – ma dall’emergenza salariale e dal caro energia. Non servono bonus o misure spot, ma politiche industriali strutturali e investimenti a medio e lungo termine per rilanciare la produzione italiana. Serve un incontro urgente con l’ad di Stellantis, Filosa, per discutere dei piani, degli investimenti e dei modelli per gli stabilimenti italiani. Oggi nei concessionari Stellantis in Italia non si vendono auto prodotte nel nostro Paese, ma in Europa, Marocco e Cina. Tutto questo è inaccettabile”.

“La Denso di San Salvo – aggiunge – continua a fare i conti con contratti di solidarietà e ammortizzatori sociali. È indispensabile che arrivino investimenti veri e progetti industriali capaci di dare prospettive concrete, altrimenti il rischio è la desertificazione produttiva del territorio. In controtendenza la Honda Italia, che con i suoi mille addetti sta puntando su un percorso di crescita produttiva”.

“Sul CCNL Federmeccanica e Assistal si stanno svolgendo gli incontri tecnici, a valle dei quali dovremo trarre delle conclusioni e avviare un percorso per la firma del rinnovo contrattuale. La piattaforma, approvata da oltre il 98% dei lavoratori, chiede 280 euro di aumento salariale sui minimi nel triennio e la riduzione dell’orario a 35 ore settimanali. Continueremo a insistere finché non verrà restituita dignità e fiducia ai metalmeccanici italiani”, conclude Palombella.

Ufficio Stampa UILM