Consiglio Uilm Brindisi; Palombella (Uilm): “Serve un piano straordinario per rilanciare il polo industriale e dare futuro ai lavoratori”

“Il polo industriale di Brindisi è stato per decenni un motore dello sviluppo del Mezzogiorno, ma oggi vive una fase drammatica di crisi che ha prodotto desertificazione produttiva, perdita di occupazione e impoverimento sociale. Non possiamo assistere in silenzio: serve un piano straordinario di rilancio che parta dalle emergenze ma sappia guardare anche alle nuove opportunità, dalla chimica sostenibile alle energie rinnovabili, fino alle tecnologie più innovative. I lavoratori non possono restare senza prospettive”, ha dichiarato Rocco Palombella, segretario generale Uilm, intervenendo oggi a Brindisi al Consiglio territoriale.

“Le difficoltà del settore energetico – ha proseguito Palombella – con la dismissione della centrale Enel di Cerano, e quelle della chimica, con la chiusura annunciata di Versalis e le incertezze di LyondellBasell ed EuroApi, stanno colpendo duramente questo territorio. A queste crisi si aggiungono le vertenze dell’aerospazio, come Dema e Dcm, e una disoccupazione che qui supera l’11%, tra le più alte in Puglia. Il rischio concreto è che Brindisi diventi un deserto industriale, con conseguenze pesantissime anche sul piano sociale e demografico”.

“La nomina del commissario straordinario per l’area di crisi industriale complessa – ha aggiunto il leader Uilm – può essere un primo passo, ma non basta: servono investimenti veri, una programmazione chiara e il coinvolgimento diretto delle comunità locali. Bisogna garantire tutele per i lavoratori coinvolti nelle crisi e accompagnare con coraggio la riconversione verso la green economy e l’innovazione. Se ben governata, questa fase può diventare un’occasione di rinascita per Brindisi e l’intera regione”.

“Sul fronte del CCNL – ha spiegato – più salario e meno orario restano i punti centrali della piattaforma Fim Fiom Uilm. Chiediamo 280 euro di aumento sui minimi e la sperimentazione della riduzione dell’orario a 35 ore. È una sfida che riguarda tutti, anche e soprattutto territori come Brindisi, perché solo rafforzando il potere d’acquisto e migliorando le condizioni di lavoro possiamo dare fiducia ai giovani, affrontare le crisi e governare le transizioni ecologica, digitale e legata all’intelligenza artificiale”. “I lavoratori brindisini non chiedono assistenza, ma dignità e futuro”, ha concluso Palombella.

 

Ufficio Stampa UILM