Taranto, 10 aprile 2026 – Si è concluso oggi il Congresso della Uilm di Taranto, in uno dei territori più complessi e strategici del panorama industriale nazionale, segnato da una crisi produttiva e occupazionale che continua a pesare su lavoratori e famiglie.
Il contesto economico generale evidenzia fragilità strutturali: nel 2025 il deficit si è attestato al 3,1% del Pil, mentre la pressione fiscale ha raggiunto il 43,1%, livelli che incidono in modo significativo sul potere d’acquisto e sulle condizioni sociali.
Sul fronte occupazionale emerge una crescita solo apparente. A fronte di un aumento degli occupati (+0,3% a gennaio 2026), si registra anche un incremento degli inattivi e un forte squilibrio generazionale, con una presenza sempre più alta di lavoratori over 50 rispetto ai giovani. Un segnale chiaro di un mercato del lavoro che fatica a garantire stabilità e prospettive alle nuove generazioni.
Il quadro industriale resta critico, con una produzione in calo e una debolezza strutturale che coinvolge l’intero sistema produttivo. In Puglia la situazione appare ancora più preoccupante, con un andamento dell’occupazione peggiore rispetto al dato nazionale.
In questo scenario, Taranto si conferma il punto più delicato della regione. Tra il 2025 e il 2026 sono state registrate oltre 16 milioni di ore di cassa integrazione, più della metà del totale regionale, dato fortemente condizionato dalla crisi dell’ex Ilva. Numeri che raccontano una realtà fatta di incertezza, difficoltà economiche e mancanza di prospettive.
La Uilm ha ribadito con forza la necessità di rimettere al centro il lavoro, la sicurezza e una vera politica industriale, capace di governare le trasformazioni in atto e di garantire occupazione stabile e di qualità. Forte anche il richiamo al tema della sicurezza, con l’obiettivo di azzerare le morti sul lavoro attraverso interventi concreti e strutturali.
Il Congresso ha confermato Davide Sperti nel ruolo di Segretario generale della Uilm Taranto.
In chiusura dei lavori è intervenuto il Segretario generale della Uilm, Rocco Palombella, che ha dichiarato: “Non possiamo più accettare un Paese in cui il lavoro cresce senza dare futuro ai giovani e in cui l’industria arretra senza una strategia. Il futuro non è una promessa: è una conquista. E noi, come UILM, continueremo a conquistarlo ogni giorno, insieme ai lavoratori.”
Ufficio Stampa UILM
