Congresso Uilm Padova: industria solida ma rallentata dalle tensioni globali, Crepaldi confermato Segretario generale

Abano Terme, 13 maggio 2026 – Si è svolto oggi il Congresso della Uilm Padova, uno dei territori più importanti del sistema manifatturiero veneto e nazionale, caratterizzato da una forte presenza metalmeccanica e da un tessuto produttivo composto da piccole e medie imprese altamente specializzate.

Nel territorio padovano operano oltre 65mila addetti metalmeccanici, inseriti in una rete industriale diffusa che continua a rappresentare uno dei principali motori economici dell’area.

Nel 2025 nella provincia di Padova sono state utilizzate complessivamente 9,9 milioni di ore di cassa integrazione, in calo del 5,5% rispetto all’anno precedente. In particolare si registra una diminuzione della cig ordinaria (-9,5%), mentre cresce in modo significativo la cig straordinaria (+65%), passata da 715mila ore a oltre 1,2 milioni.

Nel settore metalmeccanico nel 2025 sono state utilizzate 6,1 milioni di ore di cassa integrazione, con un calo del 14% rispetto al 2024. Anche il primo trimestre del 2026 evidenzia una riduzione del ricorso agli ammortizzatori sociali, con le ore praticamente dimezzate rispetto allo stesso periodo dell’anno precedente.

Il sistema produttivo padovano continua comunque a mostrare punti di forza importanti nei comparti legati alla distribuzione elettrica, alla fibra, ai sistemi di raffreddamento per l’intelligenza artificiale e nelle produzioni ad alta precisione. Restano però forti le difficoltà delle piccole imprese, penalizzate dall’aumento dei costi, dal rallentamento dell’export verso Francia e Germania e dalle tensioni geopolitiche internazionali.

Il Congresso ha confermato Davide Crepaldi nel ruolo di Segretario generale della Uilm Padova.

In chiusura dei lavori è intervenuto il Segretario generale della Uilm, Rocco Palombella, che ha dichiarato: “Padova rappresenta uno dei territori più dinamici della manifattura italiana, con imprese capaci di innovare e competere sui mercati internazionali. Tuttavia emergono segnali di rallentamento che non vanno sottovalutati. Servono politiche industriali capaci di sostenere investimenti, occupazione e competitività, ma anche rendere il lavoro metalmeccanico più attrattivo per i giovani. Per questo continuiamo a sostenere la necessità di aumentare i salari e ridurre l’orario di lavoro a parità di retribuzione: una scelta necessaria per migliorare la qualità del lavoro e accompagnare le trasformazioni senza scaricarne il costo sui lavoratori”.

Ufficio Stampa UILM