Auto, Palombella (Uilm): “Cassino non si arrende. Senza nuovi modelli è desertificazione industriale”

 

Cassino, 20 marzo 2026

“Oggi da Cassino arriva un messaggio chiaro a Stellantis, al Governo e all’Europa: questo territorio non si arrende e non accetta di essere sacrificato”. Lo ha dichiarato il Segretario generale della Uilm, Rocco Palombella, intervenendo alla manifestazione per lo sciopero del settore automotive che si è svolta oggi a Cassino, con la partecipazione di lavoratori, imprese dell’indotto, cittadini e istituzioni.

“Quella di oggi non è una semplice manifestazione – ha sottolineato – ma la risposta di una comunità che si ribella al rischio concreto di desertificazione industriale. Nel 2017 qui si producevano 135 mila auto, oggi appena 19 mila. Non è una riorganizzazione, è un crollo. Il 2025 è stato l’anno peggiore della storia dello stabilimento e nel 2026 si è lavorato pochissimi giorni”.

“Il problema non sono i lavoratori – ha aggiunto il leader Uilm – che in questi anni hanno accettato cambiamenti, sacrifici e una trasformazione produttiva verso l’alta gamma. Il problema sono le scelte industriali sbagliate”.

“Una fabbrica non vive di annunci – ha detto Palombella – ma di modelli e produzione. Gli ultimi investimenti risalgono al 2016 e oggi ci dicono che i nuovi modelli arriveranno nel 2028. Come deve vivere Cassino fino ad allora? Servono nuovi modelli e una strategia industriale chiara, a partire anche dall’ibrido. Senza queste scelte, il rischio è la chiusura progressiva dello stabilimento e un impatto devastante su tutto il territorio”.

“Il Piano Italia – ha sottolineato – è stato un fallimento. Nel 2025 il 62% dei lavoratori è stato in cassa integrazione o solidarietà. Non possiamo accettare che l’industria automobilistica italiana venga marginalizzata mentre altrove si investe. Non bastano tavoli e incentivi. Serve una vera politica industriale. Il Governo deve assumersi la responsabilità di difendere produzione e occupazione”.

“La transizione all’elettrico è stata gestita male. Senza infrastrutture, materie prime e una filiera industriale solida, rischia di distruggere lavoro e industria. La mobilitazione di oggi – ha concluso – è solo l’inizio. Cassino non chiede pietà, ma rispetto. Senza risposte concrete, la protesta continuerà”.

 

Ufficio Stampa UILM