Acciaierie Valbruna e non solo, la politica locale ha deciso di deindustrializzare Bolzano?

 

 

Apprendiamo a mezzo stampa, continue notizie su presunte decisioni assunte dalle Provincia di Bolzano e dichiarazioni su ipotetiche intese raggiunte tra azienda e le istituzioni provinciali. Come FIM, FIOM, UILM vogliamo precisare che l’ultimo incontro ufficiale sulla vertenza è stato il 7 febbraio scorso a Bolzano e poi ci sono stati due solleciti da parte nostra verso il Mimit a riconvocare il tavolo sulla vertenza il 30 marzo ed il 27 aprile ai quali non abbiamo avuto risposte ufficiali. Anche a livello locale non c’è alcuna interlocuzione fra la Provincia e sindacato.

Nei mesi scorsi, ci sono state due grandissime manifestazioni a Bolzano, le più grandi di sempre, che hanno visto in piazza migliaia di lavoratori uniti, quelli altoatesini e vicentini dei siti di Valbruna, nel chiedere alla provincia di trovare una soluzione, anche condivisa col sindacato sulla destinazione dei suoli interessati, a seguito della scellerata decisione di mettere a gara il diritto di superficie, che garantisse continuità industriale e occupazionale al sito di Bolzano, conferma degli investimenti e la necessità di nuovi investimenti per il futuro, e che le aree in concessione rimanessero per le attività siderurgiche e non fossero utilizzate per altri scopi e soprattutto non fossero a contatto con le aree residenziali e agricole a tutela dei cittadini.

La politica locale, con l’alibi della necessità abitativa, è invece intenzionata a favorire la speculazione edilizia e penalizzare l’industria, a partire dalle Acciaierie Valbruna, con il risultato che: avremo le case per i lavoratori ma non ci sarà più lavoro per gli stessi perché le fabbriche non potranno più coesistere con il territorio. Più case e meno benessere per gli altoatesini?

E quale destino per i lavoratori delle acciaierie di Vicenza legati al destino di quelli di Bolzano?

Il governo intervenga per impedire la DEINDUSTRIALIZZAZIONE della provincia di Bolzano, dove sono presenti industrie di eccellenza, che potrebbe avere gravi ripercussioni anche sull’intero sistema manufatturiero italiano.

La provincia sembrerebbe che abbia approvato una delibera per la concessione dei suoli e la possibilità di avviare una trattativa diretta con Amenduni, ma non c’è evidenza pubblica.

Ci chiediamo, come è possibile avviare una trattativa se la delibera non è stata ancora pubblicata?

E’ evidente che non c’è trasparenza e rispetto verso i cittadini ed i lavoratori.

Si vuole ridisegnare il modello economico, sociale e territoriale della provincia di Bolzano.

La questione ha assunto una dimensione più ampia rispetto alla vertenza delle acciaierie.

Pertanto riteniamo necessario quanto prima essere convocati insieme ad azienda e provincia dal ministero dello Sviluppo e del Made in Italy, per avere certezze sullo stato dell’arte della vertenza e per affrontare tutti i punti che sono stati oggetto delle mobilitazioni dei lavoratori, punti che ad azienda e provincia non son bastati 30 anni per scioglierli.

Nei prossimi giorni unitariamente valuteremo le iniziative necessarie da mettere in campo.

 

Fim, Fiom, Uilm nazionali